
La scrittura:
chiave di liberazione delle nostre
emozioni
All’inizio, abbiamo imparato a scrivere. Scrivere era faticoso ma, poco
a poco, dopo aver acquisito dimestichezza, ci abbiamo preso gusto. Ci siamo accorti che grazie alle parole
potevamo consegnare alcune idee, memorizzare delle nozioni, conservare ricordi, esprimere emozioni, tradurre
sentimenti… Forse ci siamo serviti della scrittura per dichiarare il nostro amore, oppure per descrivere
sofferenze, ingiustizie subite, incomprensioni… Molte volte, il “caro diario” ha svolto il ruolo di muto
ascoltatore dei tormenti della nostra anima.
Con la scrittura, parliamo degli altri e raccontiamo di noi. Ed è spesso
più agevole scrivere che parlare, consegnare all’inchiostro quello che proviamo piuttosto che affidarlo alla
nostra voce.
La scrittura diventa il mezzo e il fine. Scriviamo perché sembra più
facile o meno rischioso, risolve l’ostacolo della timidezza, ci protegge dallo sguardo dell’altro, dalla
sensazione del giudizio, dalla paura di esporsi.
Nello stesso tempo, la scrittura favorisce un’introspezione, una
riflessione intimista, un’ascesa spirituale, un confronto con il Sé interiore e forse una compassione
riflessiva, nel senso etimologico del cum-patire, cioè il ‘soffrire insieme’ con
solidarietà e comprensione.
La scrittura, grazie alla libertà che offre, permette a chi l’adopera di
evadere dalle difficoltà del quotidiano, di lenire le ferite della vita, lasciandosi portare dai venti del
proprio cuore, condurre dalle correnti dello spirito e guidare dalla speranza. Viaggio interiore dalle mille
sfaccettature, la scrittura diventa terapeutica. Cura, medica, illumina, spiega, sublima, libera, sana, guarisce
chi decide di avvalersene per esprimersi.
Giovani o anziani, italiani o stranieri, con titoli di studio o senza
alcuna formazione scolastica, sani o ammalati… tutti sono in grado di esprimersi grazie alla scrittura.
Racconto, novella, lettera, poesia, parole semplici, associazioni di idee, frasi libere… le forme sono diverse
ed ognuno può trovare quella che più li corrisponde. Assomigliano a tante chiavi infilate su un grande anello di
ferro. Basta provarle fino a trovare quella che apre la porta delle nostre emozioni
imprigionate.
Forse l’avete già sperimentato e, se no, perché non provate anche voi?
Ogni vita è una storia da raccontare.
"Per due anni utilizzò la scrittura terapeutica per permettersi
di liberare le emozioni e dare loro forma nelle storie che raccontava. Dopo la nostra seduta di
rilassamento settimanale, entrava nei suoi ricordi, nei pensieri che attraversavano la sua mente, lasciava uscire i
risentimenti, parlava delle ingiustizie subite, delle incomprensioni, delle mancanze affettive, delle sue paure,
dei suoi desideri, dei suoi sogni… si arrabbiava, piangeva e poi affrontava con calma e ridimensionava con me il
vissuto emotivo."
Dal libro "Ricordati che devi vivere" - Collana A.R.T.I
sentieri della vita
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