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Semi per sconfiggere la fame
giovedì, maggio 16th, 2013Cari amici del blog Pachamama,
la nostra campagna Semi e Noccioli per la vita sta avendo moltissimi riscontri positivi.
L’ho pubblicata sul mio profilo facebook e ho anche approfittato per condividere i primi articoli con tutti gli amici, sperando che ognuno di loro possa a sua volta condividerlo.
E questo è senz’altro successo!
In molti mi hanno segnalato di averlo fatto facendo i complimenti per l’iniziativa e partecipandovi attivamente.
Ma cosa sta succedendo?
Questa campagna, utile e semplice da portare avanti, che ha come scopo di aiutare delle persone a non morire di fame e a sostenere delle famiglie perchè possano trovare la propria autonomia è oggi nel mirino del più grande responsabile della fame nel mondo O. Monsanto.
In effetti dopo aver mandato su facebook tutte queste informazioni, la presidente della fondazione Actions Vivres Martine Daubreme ha mandato un messaggio di ringraziamento:
Grazie Amanda e grazie a voi tutte e tutti.
Attiro la vostra attenzione su una nuova norma che rischia di essere votata dalla Commissione Europea che mira a proibire ai cittadini di recuperare e distribuire i semi.
Noi stiamo seguendo gli sviluppi e vi terremo aggiornati dandovi informazioni al più presto possibile.
Ragione per cui è importante raccogliere il massimo di semi prima che questa regola sia approvata. Grazie Monsanto!!!
Questo è il messaggio di Martine, il grido di allarme che voglio condividere è questo.
Voglio esprimere la mia profonda indignazione davanti a questo gruppo, Monsanto, responsabile dell’avvelenamento della nostra terra, della morte di tante persone, dell’inquinamento, della deforestazione…
Questo deve essere un grido di allarme perchè siamo tutti corresponsabili.
Il comportamento nostro deve essere di indignazione.
Com’è possibile lasciar agire una piovra come Monsanto che detta regole e leggi al mondo intero per poter continuare a fare i propri comodi sulla Terra distruggendola a poco a poco?
Lo lasceremo fare? NO!
Continueremo a raccogliere semi.
Facciamolo girare subito perchè se questa proposta sarà approvata sarà meglio evitare di essere fuorilegge!
Martine Daubreme ci dice:
I noccioli di avocado sono abbondanti in questo periodo. Approfittate per piantarne nelle vostre case, sono alberi che assorbono CO2. Ci sono delle immagini e video sul sito di actions vivres che vi illustrano un metodo facile per piantarli. A prestissimo. Martine. (Tine d’au su facebook)
Il video che troverete è in francese ma vi consiglio di guardarlo per vedere passo a passo come piantare il seme di avocado a casa vostra.
Nel video presentato alla televisione belga dove Martine risponde alle domande dei giornalisti, lei illustra come è possibile piantare dei semi in una struttura estremamente facile e poco costosa utilizzando delle bottiglie di plastica fermate con delle puntine.
Se non avete un giardino o un orto, non arrendetevi! Tutto è possibile, anche avere un piccolo angolo verde nel vostro appartamento.
Attualmente siamo in un periodo dove c’è ricchezza di frutta e di verdura, in particolare i peperoni.
Potete aprirli e levare i semini. Non è necessario lavarli!
È sufficiente sgranarli e farli seccare su un piatto per 2-3 giorni per poi metterli in una busta dove potrete scrivere il contenuto. Mandateli subito!
Non aspettate perchè se questa legge dovesse passare non potremmo più spedire niente.
Martine spiega nell’intervista che sia lei che il prof. Van Cotthem raccolgono i semi che danno immediatamente ai ragazzi che partono per l’India, Africa o altri paesi che soffrono il problema della fame.
Sapete che attualmente viene compresa anche l’isola di Malta?
Già perchè la crisi economica ha colpito tutti, non solo i paesi in via di sviluppo.
Cari lettori del blog Pachamama, voi che avete a cuore il futuro del Pianeta e la vita della nostra Madre Terra, datevi da fare per divulgare al massimo tra i vostri amici e conoscenti o tramite i social network l’iniziativa in modo da raccogliere il più velocemente possibile tanti semi e tanti noccioli e mandarli all’associazione Actions Vivres.
Alla prossima settimana!
21 azioni per salvare il nostro pianeta
lunedì, maggio 6th, 2013![]() |
Il più importante e completo studio su alimentazione e salute – Videocorso formativo + Intervista Esclusiva
|
Sono in contatto con Martine Daubreme alla quale ho spedito il link al post della settimana scorsa.
È entusiasta di sapere che anche l’italia ha aderito a questo progetto fantastico.
Sia Martine Daubreme che il prof . Van Cotthem ringraziano tutti i lettori del blog Pachamama che si stanno impegnando per raccogliere i semini.

Vi ricordo che potete scrivermi all’indirizzo: amanda.castello2010@gmail.com
Dalle mail ricevute, so che molti di voi hanno già iniziato la raccolta dei semini.
Ne state parlando intorno a voi?
Avete coinvolto anche i vistri amici, familiari, colleghi?
Sarebbe bello, se foste disponibili, a pubblicizzare l’iniziativa sui vostri siti o blog o mandando la vostra testimonianza che poi potrei pubblicare su Pachamama.
Si potrebbero coinvolgere anche i ragazzi nelle scuole o perchè no proporlo ad una o più classi.
Forse una scuola potrebbe decidere di concentrarsi su un frutto in particolare, magari quello che i ragazzi mangiano con più frequenza in mensa o all’ora dell’intervallo.
Immaginazione al potere
Vi ricordate la frase di Martin Luther King I have a dream o la frase di Obama Yes, we can.
Perchè non prenderle ad esempio e utilizzarle come slogan della nostra campagna?
I have a dream, ho un sogno, vuol dire partecipare a salvare tante popolazioni dalla fame.
Nel nostro piccolo possiamo fornire gli elementi per aiutarli a rendere produttiva la loro terra.
E la risposta a questo sogno è Yes, we can. Si, possiamo!
Se ci mettiamo tutti insieme possiamo essere utili e sentirci felici di dare una mano ad una popolazione, al pianeta, ma non solo…
Possiamo evitare lo spreco e a educare i nostri figli alla solidarietà.
Vi ripeto l’indirizzo in modo che possiate già mandare le vostre semenze
ActionS VivreS
Rue des Bruyères, 15
5140 Sombreffe
Belgio
21 azioni per il pianeta
Cosa possiamo fare concretamente per controbilanciare l’effetto disastroso dei cambiamenti climatici?
Le conseguenze sono visibili da tutti, tempeste, allagamenti, frane, caldi o freddi anomali…
Vi propongo una lista di 21 azioni per aiutare il nostro pianeta (Educambiente Italia)
1. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa.
2. Consuma prodotti locali: il trasporto di prodotti da lontano fa consumare petrolio e aumentare l’effetto serra.
3. Abbassa la temperatura: vivi meglio ed inquini di meno.
4. Usa meglio gli elettrodomestici: spegni pc e televisore, lo “stand-by” consuma, quindi inquina.
5. Prendi il sole. Come? Con i pannelli solari.>
6. Cambia (appena puoi) la macchina: e sceglila a metano o gpl. E, soprattutto, usala il meno possibile.
7. Tieni i piedi per terra: gli aerei provocano il 10% dell’effetto serra mondiale.
8. Mangia frutta e verdura (se biologiche, meglio): il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire per il suo sfruttamento intensivo la deforestazione.
9. Smetti di consumare carne rossa. Il ciclo della carne è responsabile per il 18% delle emissioni mondiali di gas serra e dello disboscamento per fare spazio agli allevamenti
10. Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli “tradizionali” richiede 500 anni.
11. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio: inquina, e per la sua produzione lo spreco energetico è enorme.
12. Informati con intelligenza: ci sono centinaia di siti, riviste e tv che ti parlano di ambiente e sviluppo sostenibile.
13. Non incartarti: utilizza la tecnologia digitale per inviare e ricevere documenti e per informarti: salvi alberi e non inquini coi trasporti.
14. Pulisciti i denti, ma con intelligenza: se la lasci scorrere, getti fino a 30 litri d’acqua.
Aprila solo quando li risciacqui.
15. Usa le lampadine a risparmio energetico: consumano 5 volte di meno e durano 10 volte di più.
16. Mangia sano, scegli il biologico: è un metodo di coltivazione rispettoso dell’ambiente.
17. Mangia consapevole: sono buoni, ma per la produzione di hamburger si stanno distruggendo intere foreste. Pensaci.
18. Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d’acqua, in 10 minuti più di 130 litri.
19. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile.
20. Usa e getta? No grazie. Per esempio, usa pile ricaricabili: si possono ricaricare fino a 500 volte.
21. Fai la raccolta differenziata: è il contributo più intelligente e più importante che puoi dare all’ambiente.

Facile, non è vero?
Allora facciamo un piccolo sforzo per aiutare e proteggere il nostro Pianeta!
Due letture interessanti e UTILI sul tema:
Produrre i propri Semi
Non siamo in mano alle multinazionali degli OGM!
Questo manuale insegna a prodursi i propri semi
e a riportare l’evoluzione delle piante alimentari dai laboratori degli scienziati ai campi dei contadini.
Vi siete mai domandati da dove arriva ciò che mangiate?
Chi ha selezionato le specie che ora sono nei nostri piatti?
A queste ed ad altre domande risponde Salvatore Ceccarelli,
professore universitario impegnato nella difesa della biodiversità, con il suo nuovo libro:
Produrre i propri Semi.
L’introduzione delle colture monoindustriali ha portato alla perdita del 75% della biodiversità in agricoltura.
Le conseguenze sono state nefaste: i contadini hanno perso il diritto di migliorare i propri semi
l’offerta di semi è concentrata nelle mani di poche, grandi corporazioni industriali
che decidono quali specie possono arrivare sulla nostra tavola e quali no.
E soprattutto se modificare geneticamente queste specie o no.
Le specie selezionate hanno poca resilienza (cioè poca flessibilità climatica e adattamento)
e questo è un grave handicap in un’epoca di cambiamenti climatici come la nostra.
Ma soprattutto il cibo che arriva sulla tua tavola ha perso sostanze nutritive e gusto, a causa dell’omologazione.
Vengono privilegiate le specie che sono più facili da coltivare,
quelle che danno una miglior resa, non quelle con il più alto contenuto di vitamine e minerali.
Produrre i propri Semi è semplice, come dimostra questo libro, scritto per permettere a contadini, orticoltori, “hobby farmer”
e a tutti coloro che vogliono provare a coltivare da soli un po’ di verdura
di ottenere il massimo dalle proprie piante e avere la certezza di ciò che seminano e, poi, raccolgono.
Anche tu puoi dare il tuo contributo!
Aderisci al miglioramento partecipativo
ed evolutivo delle piante che coltivi sul balcone o nell’orto.
Guarda il libro:
![]() |
Produrre i propri Semi – LibroManuale per accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari
€ 8
|
![]() |
Michel e Jude FantonManuale per Salvare i Semi dell’Orto e la Biodiversità – LibroIl Filo Verde di Arianna
|
Buona raccolta e alla prossima settimana!
Avete voglia di aiutarmi a salvare il pianeta?
venerdì, aprile 26th, 2013
Lungi da me voler fare una proposta così pretenziosa,
ma insieme forse potremo fare qualcosa per risolvere il problema della fame nel mondo.
Tutti noi abbiamo buoni propositi ma siamo anche consapevoli delle conseguenze causate dai cambiamenti climatici.
Siamo sensibili ai richiami delle giornate e agli eventi dedicati alla Terra come l’Earth Day, ecc.
Naturalmente non è facile di occuparsi di noi stessi,
della nostra famiglia, del nostro lavoro, della crisi,
del nostro paese in difficoltà e dell’ambiente…
Molti sono convinti che i problemi sono così grandi
che non sia possibile risolverli
e che soltanto gli specialisti di organizzazioni mondiali come la Fao
o di organizzazioni non governative siano in grado di intervenire per fare qualcosa di concreto.
Madre Teresa ha detto: quello che faccio è soltanto una goccia nel mare, ma se questa goccia non ci fosse, mancherebbe…
Allora perchè non proviamo anche noi a mettere insieme la nostra goccia d’acqua?
E se vi proponessi una buona azione che fa bene alla vostra salute e non vi costa niente?
Ho conosciuto una donna che lavora in Belgio
in una organizzazione non governativa
e un’altra donna francese, Sylviane Jung, che ha un blog in Portogallo (SOS Stress).
Grazie a loro ho scoperto l’esistenza di un progetto che si chiama “Salvate delle famiglie intere dalla fame senza sborsare un centesimo”.
È un progetto nato dalla collaborazione di Martine Daubreme e di un professore universitario, Van Cotthem.
Qual è questo progetto miracoloso?
Non c’è bisogno di comprare niente, di mandare soldi,
di iscriversi, ma soltanto di conservare i semi e i noccioli della frutta e della verdura che mangiate per poterli riutilizzare in altri paesi.
Vi sembra una barzelletta?
Bene, lasciatemi dire che questo progetto esiste già da diversi anni
e ha già contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica,
ma anche, più concretamente, a far crescere piante e alberi in zone poco fortunate del pianeta e a nutrire famiglie intere.
Tutta la vita in un piccolo seme
Proviamo a riflettere insieme.
Nel seme si racchiude la potenzialità di ciò che questo seme potrà diventare domani se viene piantato nelle giuste condizioni e trattato come si deve.
Un seme è capace di dare la vita.
Il sito di cui vi voglio parlare si chiama actionsvivres.
È in francese, ma se lo visitate troverete alcuni vieo in grado di illustrarvi il progetto.
Il progetto è semplice.
Ad esempio, io per tutto l’inverno ho conservato i semi dei mandarini.
Una volta mangiati, li ho lavati e li ho fatti seccare. Li ho messi in un barattolo in attesa di poterli mandare all’Associazione belga.
Ho fatto la stessa cosa con le verdure di stagione come ad esempio la zucca.
Raccogliete i semi, lavateli, fateli asciugare e metteteli in un barattolo per una corretta conservazione.
Scrivete cosa sono! Una zucca? Un limone? Un’arancia?
Adesso che la primavera è arrivata, avrete ancora più scelta di frutta e verdura.
Ne parleremo la settimana prossima.
Quello che vi propongo per il momento è di conservare i semini di ciò che mangiate. Non buttateli!
Come conservarli?
Bisogna lavare i semi sotto l’acqua fredda, lasciarli un po’ a scolare (scolapasta o colino per il tè),
poi metterli su un panno, su di un vassoio (sopratutto non su della carta se no si appiccica).
Poi girarli. Quando sono asciutti metterli in un barattolo vuoto, di vetro o di plastica,
o in una busta di carta, e scriverci sopra il nome del seme.
Quando ce n’è una quantità sufficiente, spedirli in una busta a:
ActionS VivreS
Rue des Bruyères, 15
5140 Sombreffe
Belgio
Fatelo fare a tutti.
Che ognuno di voi diventi un piccolo raccoglitore!
Due letture interessanti e UTILI sul tema:
Produrre i propri Semi
Non siamo in mano alle multinazionali degli OGM!
Questo manuale insegna a prodursi i propri semi
e a riportare l’evoluzione delle piante alimentari dai laboratori degli scienziati ai campi dei contadini.
Vi siete mai domandati da dove arriva ciò che mangiate?
Chi ha selezionato le specie che ora sono nei nostri piatti?
A queste ed ad altre domande risponde Salvatore Ceccarelli,
professore universitario impegnato nella difesa della biodiversità, con il suo nuovo libro:
Produrre i propri Semi.
L’introduzione delle colture monoindustriali ha portato alla perdita del 75% della biodiversità in agricoltura.
Le conseguenze sono state nefaste: i contadini hanno perso il diritto di migliorare i propri semi
l’offerta di semi è concentrata nelle mani di poche, grandi corporazioni industriali
che decidono quali specie possono arrivare sulla nostra tavola e quali no.
E soprattutto se modificare geneticamente queste specie o no.
Le specie selezionate hanno poca resilienza (cioè poca flessibilità climatica e adattamento)
e questo è un grave handicap in un’epoca di cambiamenti climatici come la nostra.
Ma soprattutto il cibo che arriva sulla tua tavola ha perso sostanze nutritive e gusto, a causa dell’omologazione.
Vengono privilegiate le specie che sono più facili da coltivare,
quelle che danno una miglior resa, non quelle con il più alto contenuto di vitamine e minerali.
Produrre i propri Semi è semplice, come dimostra questo libro, scritto per permettere a contadini, orticoltori, “hobby farmer” e a tutti coloro che vogliono provare a coltivare da soli un po’ di verdura di ottenere il massimo dalle proprie piante e avere la certezza di ciò che seminano e, poi, raccolgono.
Anche tu puoi dare il tuo contributo!
Aderisci al miglioramento partecipativo ed evolutivo delle piante che coltivi sul balcone o nell’orto.
Guarda il libro:
![]() |
Produrre i propri Semi – LibroManuale per accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari
€ 8
|
![]() |
Michel e Jude FantonManuale per Salvare i Semi dell’Orto e la Biodiversità – LibroIl Filo Verde di Arianna
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Buona raccolta e alla prossima settimana!
Earth Day 2013
giovedì, aprile 18th, 2013Anche quest’anno si avvicina la data di un evento simbolo
per la salvaguardia della Terra: Earth Day 2013, la Giornata della Terra.
Siamo ospitati da un Pianeta generoso, ricco di specie,
di flora e di fauna, che è in grado di darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere.
Purtroppo l’uomo il più delle volte non ne tiene conto e tratta la Terra con sufficienza
e senza attenzione e rispetto.
I cambiamenti climatici si ripercuotono sempre di più sul nostro quotidiano;
catastrofi, alluvioni, nubifragi e uragani…
Anche di questo si parlerà in quel giorno,
il 22 aprile 2013 in occasione dell’Earth Day,
oltre che di inquinamento, deforestazione,
estinzione di intere specie e di surriscaldamento globale.
Lo slogan dei questa edizione sarà
The Face of The Climate Change ovvero I volti dei cambiamenti climatici
Come nasce?
Il 22 aprile 1970, negli Usa, alcuni milioni tra studenti
danno vita a centinaia di manifestazioni e incontri in tutto il Paese,
e per la prima volta a questa scala si parla di ambiente, inquinamento, biodiversità…
Quella è per convenzione considerata la data di nascita del primo,
vero movimento ambientalista, ed è ricordata ogni anno con l’Earth Day, la giornata della Terra.
Un giorno non è abbastanza per salvare il nostro Pianeta!
Se l’impegno diventa costante, giorno dopo giorno,
potremmo salvaguardarlo e offrire un futuro alla Terra e alle prossime generazioni!
A questo proposito in occasione della Giornata sono presi in esame alcuni punti focali:
1. Alimentazione
Il consiglio è di mangiare più frutta e verdura perché fa bene
ma anche perché il ciclo di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra.
Impariamo a riciclare l’olio delle fritture portandolo alle isole ecologiche: da 100 Kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo.
2. Rifiuti e riciclo
impariamo a riciclare il vetro che in Italia consente un risparmio annuo di 400mila tonnellate di petrolio;
utilizziamo solo batterie ricaricabili;
ricicliamo la plastica che consentirebbe di risparmiare 10mila tonnellate di petrolio e carbone in un comune di 100mila abitanti;
differenziamo i farmaci per evitare che possano emanare sostanze tossiche;
i pneumatici, una volta terminato il proprio ciclo, possono essere riutilizzati.
3. Acqua
Verifichiamo che i rubinetti del bagno sia chiusi e non gocciolino.
Una goccia al secondo – apparentemente insignificante – vale in realtà una perdita di centinaia di litri in un anno.
Quando ci insaponiamo sotto la doccia o laviamo i denti chiudiamo il rubinetto: lasciarlo aperto anche solo 4 minuti significa sprecare 50 litri d’acqua.
Questi alcuni dei consigli!
Facile vero?
Allora perchè non metterli in pratica?
















