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Botti di Capodanno e i nostri amici a 4 zampe
venerdì, dicembre 28th, 2012Si avvicina il periodo dell’anno durante il quale si ripresenta
ogni anno lo stesso problema: i botti di Capodanno.
Ne abbiamo già parlato, ma è importante ricordare
come risparmiare sofferenza ai nostri amici a 4 zampe
in una delle notti più traumatiche per gli animali.
Ilaria Innocenti, responsabile Lav per il settore cani e gatti spiega che
«I forti rumori sono fonte di pericolo per gli animali poiché li gettano nel terrore,
inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri».
Inoltre i petardi inesplosi o le luci possono attrarre la curiosità dei randagi che avvicinandosi potrebbero ferirsi!
Anche per i selvatici il benvenuto al nuovo anno non è migliore:
gli spari improvvisi causano negli uccelli in riposo sui posatoi notturni istintive reazioni di fuga che unite alla mancanza di visibilità diventano mortali.
Cosa possiamo fare?
1) Non mostrarsi troppo protettivi verso gli animali e non guardarli negli occhi quando scoppiano i petardi, si aumenterebbe la loro paura;
2) Tenerli in appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra, con un rifugio magari sotto al letto;
3) Minimizzare l’impatto dei botti accendendo radio o tv;
4) Non lasciarli soli in giardino o in balcone, potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto. Togliere dagli esterni gabbie di uccelli, roditori e altri animali;
5) Non tenere i cani legati a catena, potrebbero strozzarsi;
6) Passeggiare col cane saldamente al guinzaglio. Nei casi più gravi, chiedere al veterinario se tranquillizzarli con un blando sedativo, rimedi omeopatici o di erboristeria;
7) Assicurarsi per tempo che gli animali siano identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta;
8. Se l’animale scompare, cercarlo subito in zona. Potrebbe essersi nascosto poco distante da casa.
9) Contattare il canile comunale di zona e le associazioni animaliste di zona per comunicare la scomparsa, e presentare denuncia di smarrimento a Vigili o Carabinieri;
10) Preparare una locandina con foto e telefoni, affiggerla intorno casa e diffonderla via Internet a siti ed e-mail animaliste.
E se il cane o il gatto rimane a casa da solo?
Lascia le luci accese, le porte aperte, almeno due stanze a disposizione. Il suo giaciglio deve essere ben raggiungibile.
Non lasciare oggetti che lo possano ferire, inibendo i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci
Mettiamo a disposizione i suoi giochi e qualcosa da rosicchiare, lascia la ciotola dell’acqua (anche se, quando un cane è spaventato, non mangia e non beve)
a mezzanotte fai squillare il telefono, potrebbe distrarlo ed eventualmente calmarlo udendo un suono conosciuto e rassicurante.
Un po’ di consigli che spero potranno essere utili
per iniziare un anno nuovo insieme,
in serenità, in armonia e con rispetto per gli animali.
Buon 2013 a tutti voi!
Soccorso obbligatorio agli animali
venerdì, dicembre 21st, 2012
Finalmente una buona notizia!
Le legge si occupa dei nostri amici animali.
Già nel 2010 è diventato obbligatorio fermarsi nel caso si investisse un animale per strada
e prestare soccorso.
Ma era sufficiente?
No. Quante volte capita di sentire di persone investite e non soccorse?
Purtroppo molte.
Figuriamoci se chi viene investito è un animale!
Il Decreto attuativo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità
ha sancito l’equiparazione dello stato di necessità di trasporto di un animale ferito come per una persona,
l’utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila.
Il tutto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.289 ed entrerà in vigore il prossimo 27 dicembre.
Saranno predisposte autoambulanze che presteranno l’adeguato soccorso.
Una norma che arriva in un momento in cui l’opinione pubblica spinge
perchè l’attenzione verso gli animali sia più alta.
Avete notato quanto si è fatto negli ultimi anni per tutelare i gli animali?
Anche se la strada è ancora lunga, la direzione è quella giusta
e se si continuerà a sensibilizzare le persone, gli animali vedranno tutelati i loro diritti
sia che siano domestici o selvatici.
Sperando che non capiti mai a nessuno…
Cosa fare dopo l’incidente con un animale?
Per prima cosa, naturalmente è doveroso accertarsi dello stato di salute dell’animale coinvolto
(art. 189 comma 9 bis del codice della strada), e avvertire il servizio veterinario pubblico locale
Se questo non viene fatto si rischia, aggiungerei giustamente, una multa severa.
In ogni caso, inoltre, è necessario richiedere l’intervento della polizia municipale o altra autorità competente alla vigilanza della viabilità.
Cercando di conservare lucidità seguiamo queste direttive nell’interesse dell’amimale ferito.
Non provate a fare niente da soli se non siete veterinari!
La buona volontà è un pregio, ma a volte rischia di farci commettere degli errori!
Facciamo in modo che sia un Natale felice per tutti!
Auguri a tutti voi!
Ladak. Il viaggio continua!
venerdì, agosto 17th, 2012Per raggiungere il monastero di Hemis, 48 km da Leh, capitale del Ladakh,
bisogna siguire una strada tortuosa in mezzo a una serie di formazioni rocciose e colori mozzafiato.
Hemis, costruito nel 1630, è dedicata a Padmasambhava che ha portato il buddismo nella zona himalayana.
Circa 500 monaci vivono lì.
Nascosto e non visibile agli estranei è un piccolo tempio, costruito qui. I dipinti sono in oro.
Siamo a 4800 metri di altitudine.
Questo è l’inizio della corsa.
Marmotte e pikas, simpatici piccoli roditori, sono i proprietari di queste montagne dove i cavalieri e camminatori incontreranno i pastori con le loro greggi di capre paschmina.
I cavalieri sono spesso a piedi, accanto ai loro cavalli, perché il poco ossigeno richiedono ad esseri umani e animali di lavorare insieme e di ascoltarsi.
Tutte le apparecchiature per la nostra spedizione sono trasportate dai cavalli (tende, cibo, fornello e bombola del gas, zaini). Ad un’altitudine di 5000 metri ogni gesto deve essere misurato.
Alcune vertigini, mal di testa, nausea, vomito, sangue dal naso, tremori … il mal di montagna è in agguato.
Niente è semplice. Ogni sera la tenda nel terreno roccioso, i movimenti lenti, la fatica si fa sentire…
In mattinata, i volti e gli occhi sono gonfi! Il freddo sta scatenando il caos.
Tosse, febbre … ma a mezzogiorno la temperatura sale a 28 ° C!
Tutto è così straordinariamente bello intorno a noi che ci dimentichiamo la fatica, il dolore alle ginocchia, ai muscoli, ogni malessere…
Ci si lava rapidamente in acqua in un piccolo fiumicciattolo così freddo che si deve a volte rompere il ghiaccio …
e si riparte dopo un buon tè caldo, le deliziose frittelle e i bei sorrisi delle nostre guide.
Djulei! La vita è bella!
L’avventura continua!
Ci spalmiamo il petrolio?
venerdì, febbraio 3rd, 2012Chi di noi non ha l’abitudine di spalmarsi un pochino di crema sulle mani o di idratarsi dopo la doccia?
In molti lo facciamo. È una coccola che ci riserviamo e che ci fa sentire più curati e belli.
Qualche tempo fa una mia cara amica mi ha stupito facendomi una domanda: “Lo sai che ti stai spalmando del petrolio?”
Sono rimasta sconcertata perchè sono stata sempre attenta a scegliere prodotti naturali che non facessero esperimenti su animali… eppure non è sufficiente!
Il compito del consumatore si deve affinare sempre di più!
Avevate mai sentito parlare dell’INCI?
Io no! Eppure è un’indicazione importantissima da considerare!
L’INCI è l’etichetta degli ingredienti. Vi sono infatti elencati i componenti del prodotto in ordine di quantità: per primi quelli in dose maggiore, via via poi quelli in dosi minori (1%, 0,1% ecc.). Non è detto che se un ingrediente è autorizzato, sia automaticamente innocuo o efficace: esistono rischi di allergia, di accumulo, di comedogenicità… Attenzione allora!
Per interpretare un INCI non occorre essere chimici cosmetologi. Alcuni ingredienti o principi attivi si ripetono in molti prodotti (ad esempio il tocoferolo, ovvero la vitamina E), e ci sono siti appositi che aiutano nell’impresa.
Ci aiuta il Biodizionario!
L’ideatore è Fabrizio Zago. Il biodizionario consente di cercare gli ingredienti e attribuisce pallini verdi, gialli o rossi a seconda della sinteticità o dannosità.
Se avete padronanza della lingua inglese, esiste il famoso Skin Deep. Potete cercare gli ingredienti, vi dice cosa sono e in che prodotti si trovano, e dà un punteggio da 0 (sicurissimo) a 10 (evitare!), ed elenca anche gli studi scientifici che comprovano sospette pericolosità.
Facciamo un piccolo test?
Aprite la pagina del Biodizionario e prendete la crema che usate abitualmente o l’olio che usate per i vostri bambini ed iniziate a leggere consapevolmente l’etichetta.
Sono certa che avrete molte sorprese… e non piacevoli! Buona fortuna!
Se stiamo attenti a cosa mangiamo dobbiamo mettere la stessa attenzione su “cosa ci spalmiamo”.
La pelle è il nostro vestito ed è ha delle funzioni fondamentali per il nostro benessere!
Quindi, dobbiamo prendercene cura!
La prossima volta che acquistiamo una crema, apriamo gli occhi!
Abbiamo gli strumenti per valutare e decidere cos’è meglio per noi!








