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In pericolo d’estinzione una specie vivente su 10
sabato, luglio 16th, 2011
Sono stati pubblicati dal Proceedings of National Academy of Sciences i risultati di una ricerca dell’università britannica di Exeter che esamina gli effetti dei cambiamenti climatici sulle specie vegetali e animali facendo riferimento alle previsioni non rosee del mantenimento della biodiversità del pianeta.
Le conclusioni di questa ricerca sono pessime: è in pericolo una specie vivente su 10!
Ne abbiamo parlato diverse volte, ma se i risultati dello studio dovessero essere realmente rappresentativi, si dovrebbe parlare di estinzione di moltissime specie di animali e di piante.
Si definisce specie a rischio una specie animale o vegetale che, a causa della esiguità della popolazione ed in virtù di sopravvenuti mutamenti nel suo habitat usuale, rischia di scomparire definitivamente (definizione Wikipedia)

Il WWF segnala varie specie a rischio; tra i più conosciuti la tartaruga marina, il rinoceronte, la tigre, il panda gigante, il gorilla, l’elefante.
Possiamo pensare ad un mondo che contempli questi animali solo come un ricordo o una voce da cercare sull’enciclopedia?
Il principale autore della ricerca, Ilya Maclean, dell’ università di Exeter sottolinea: «Il nostro studio è un campanello d’allarme per agire. Le molte specie che sono già in declino potrebbero estinguersi se le cose continueranno come sono. E’ ora di smettere di usare le incertezze come scusa per non agire. La nostra ricerca dimostra che gli effetti nocivi del cambiamento climatico stanno già accadendo e, se possibile, superano le previsioni».
Lo studio ha riguardato un gran numero di specie che vivono in ogni tipo di habitat in tutto il mondo e «I risultati confermano che il cambiamento climatico di origine antropica è ormai una minaccia per la biodiversità globale».

Lo studio fa alcuni esempi delle risposte in atto da parte delle specie ai cambiamenti climatici: «La copertura di ghiaccio diminuita nel Mare di Bering ha ridotto l’abbondanza di molluschi da circa 12 a 3 per metro quadrato in un periodo di tempo molto breve (1999 – 2001). Queste conchiglie sono la fonte principale di cibo per le specie al culmine della catena alimentare, come l’edredone dagli occhiali; Il riscaldamento climatico e la siccità stanno causando gravi perdite di specie di anfibi autoctoni, un tempo comuni, dello Yellowstone National Park, negli Stati Uniti d’America. Tra il 1992 – 1993 e il 2006 – 2008, il numero delle popolazioni di salamandre tigre è calato di quasi la metà, il numero delle popolazioni di rana macchiato del 68% e il numero di popolazioni di chorus frog del 75%; In Antartide, pochi animali esistenti a terra, ma uno dei più abbondanti, un verme nematode che vive nel suolo asciutto delle valli fredde ha sperimentato un declino del 65% tra il 1993 e il 2005, come conseguenza del cambiamento climatico». (fonte Greenreport)
Possiamo fare finta di niente?
Il campanello d’allarme sta suonando!
Possiamo e dobbiamo pensare abbiamo la facoltà e la responsabilità di fare qualcosa!
Non mi stancherò mai di far notare e sottolineare che i nostri piccoli gesti si riflettono sull’ambiente! Raccolta differenziata, spesa oculata, rispetto per l’ambiente, ecc.
Se ogni singolo individuo iniziasse a responsabilizzarsi seriamente potremmo avere un impatto ambientale vicino allo 0!
Non esiste il mondo ideale, ma insieme potremmo renderlo migliore!

Pensiamo, riflettiamo e poi agiamo!
Deforestazione: gli animali non possono aspettare!
venerdì, febbraio 4th, 2011La scorsa settimana vi ho voluto accompagnare in un mondo speciale, quello delle foreste.
Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste e per questo motivo vorrei collegarmi allo scorso post pubblicato e condividere un video del WWF breve ma molto intenso e significativo che sicuramente toccherà i vostri cuori e le vostre coscienze.
La deforestazione è un fenomeno che accompagna l’uomo da sempre. Un atteggiamento distruttivo, totalmente irrispettoso del Pianeta e degli animali che hanno fatto delle foreste il loro habitat naturale.

A causa della deforestazione, metà degli oltre cinque milioni di specie animali attualmente conosciute rischia di scomparire entro i prossimi 50 anni.
Su un totale di 2 miliardi di ettari di foreste tropicali, ogni anno ne vanno perduti tra 11 e 15 milioni di ettari, una superficie pari più o meno a quella di un medio Paese europeo. Come dire che ogni tre secondi scompare l’equivalente di un campo di calcio!
Riflettiamo e agiamo!
L’anno della TIGRE: il WWF lancia l’allarme
venerdì, settembre 17th, 2010Il 2010, nel calendario lunare cinese, coincide con la celebrazione dell’anno della Tigre. Il felino, nello zodiaco asiatico, è venerato quale simbolo di coraggio, forza e passione.
C’è molto da festeggiare?
Sicuramente no se ci si riferisce allo stato della tigre in natura!
Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte e gli esperti stimano che ci siano solo 3.200 tigri in natura.
“Se non vengono prese misure immediate - dice Zhu Chunquan, direttore per la tutela della biodiversità - l’ultima tigre allo stato brado potrebbe morire prima del 2040″.
Lo sterminio delle tigri è impressionante. Negli anni Sessanta, solo nel Sud, vivevano più di 4.000 esemplari, mentre a Nord la popolazione era di oltre 300 capi.
Negli ultimi dieci anni la deforestazione ha sottratto alla fauna oltre il 45% del suo habitat.
Per garantire che questo numero di tigri resti stabile e anzi cominci ad aumentare, il WWF e i suoi partner si appellano ai diversi governi di paesi che ancora ospitano la tigre per incrementare le attività anti bracconaggio e la protezione dell’habitat, con l’obiettivo di raddoppiare la presenza delle tigri entro il 2022, portandone il numero ad almeno 7.000 esemplari.
La buona notizia è che c’è ancora una speranza per salvarle.
Cosa possiamo fare?
Possiamo contribuire a realizzare i progetti WWF per difendere la tigre nelle diverse aree del mondo.
Quali sono le minacce?
Le tigri oggi sono cacciate prevalentemente per il mercato dei prodotti derivati, poiché ogni parte del loro corpo viene purtroppo usata per la medicina tradizionale orientale o a scopo decorativo.
La caccia di frodo è aumentata enormemente negli ultimi anni a causa della richiesta di prodotti derivati della tigre da parte degli stati che ne sono i maggiori consumatori: Cina, Corea e Taiwan.
Le ossa e altre parti del corpo della tigre sono usate dalla medicina tradizionale cinese e vendute come tonificanti o cure per le artriti e i reumatismi. Alcune parti della tigre vengono inoltre usate per la pratica dello “jinbu” che, si crede, possa trasmettere a chi le assume le qualità dell’animale mangiato.
L’uccisione illegale e il commercio di questi animali continua, nonostante il commercio internazionale delle tigri sia stato vietato dalla CITES, la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate.
Inoltre la sopravvivenza della tigre è minacciata dalla perdita del suo habitat naturale e dalla mancanza di prede, cosi come dal bracconaggio, dai cambiamenti climatici e da una deforestazione selvaggia. La maggior parte delle tigri si trovano oggi confinate in habitat sempre più ristretti, con diverse sottospecie sull’orlo dell’estinzione.
Anche tu puoi sostenere i progetti del WWF!
Anche il tuo contributo è fondamentale per la sopravvivenza della tigre!






