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Un omaggio a Wangari Maathai, la grande Signora degli alberi
giovedì, settembre 29th, 2011È scomparsa una grande figura femminile che ha caratterizzato la lotta a favore dell’ambiente: Wangari Maathai
È stata una colonna portante per lo sviluppo sostenibile dell’Africa, riconosciuta a livello internazionale per il suo impegno per la democrazia, i diritti umani e la salvaguardia della natura.
Nata vicino a Nyeri, negli altopiani centrali del Kenya, Wangari Maathai ha studiato in Kenya e negli Usa ed è stata la prima donna dell’Africa orientale ad ottenere, nel 1971, un dottorato di ricerca all’Università di Nairobi. Nel 2002 è stata eletta nel Parlamento del Kenya e per un breve periodo è stata Assistant Minister all’ambiente e risorse naturali del suo Paese.
Nel 1985 presi parte alla Conferenza delle Nazioni Unite sulle donne a Nairobi, che chiudeva il Decennio delle Nazioni Unite per le Donne iniziato nel 1975 a Città del Messico. Ho annusato un’atmosfera di grande creatività delle donne africane, una forte voglia di riscatto, di ugualianza in risposta a tutte le discriminazioni e alle violenze subite.
Non mi stupisce di aver sentito, anni dopo, associare il nome di Wangari Maathai al Premio Nobel.
Infatti nel 2004 riceve il prestigioso premio per la pace come riconoscimento per la sua attività per la sostenibilità ambientale e l’emancipazione delle donne.
E’ la prima ambientalista e la prima donna africana a ricevere questo onore. Nell’annunciare il premio, il Comitato norvegese per il Nobel disse che la professoressa Maathai era in prima linea «Sul fronte della lotta per promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale ecologicamente praticabile in Kenya e in Africa».
Dichiarò all’assegnazione del Nobel: “La pace nel mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”
Di fronte a quel Nobel inatteso, Maathai non si scompose: scavò la terra e vi mise una pianticella. “Perchè quel che faccio» continuava a ripetere «è molto semplice: pianto gli alberi”.
Fondò nel 1977 il Green Belt Movement che ha piantato 40 milioni di alberi in Kenia e altri Paesi africani per combattere l’erosione. Lo spirito del movimento si basa su 4 principi fondamentali:
1 – Amore per l’ambiente.
2 – Gratitudine e rispetto per le risorse della terra.
3 – Autopotenziamento e automiglioramento.
4 – Spirito di servizio e volontariato”.
In un comunicato il WWF scrive: «Mancherà a tutto il Wwf l’energia e la concretezza di Wangari Maathai, ambientalista, biologa keniota e prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Con il Green Belt Movement da lei fondato ha dato un grosso contributo per fermare la deforestazione in Africa e non solo».
Come già sapete, Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste. Spero che l’eco delle gesta di questa grande donna arrivino a tutti e facciano conoscere la sua forza di volontà e la sua caparbietà.
Che possa servire d’esempio alle nuove generazioni (e non solo) stimolando il rispetto, la cura e l’attenzione per la nostra Grande Madre, la Terra.
E se i giovani si riprendessero la loro montagna? (seconda parte)
venerdì, settembre 9th, 2011
L’A.R.T. partecipò allora con un progetto che mirava ad integrare e radicare la popolazione giovanile piacentina. L’ottica di fondo dell’azione era individuabile nella centralità della persona, nello sviluppo eco-compatibile e auto-riproducibile, allo scopo di far crescere le persone, la qualità delle relazioni e i rapporti sociali con le comunità di riferimento. Il progetto imprenditoriale intendeva garantire una qualità di vita in zone morfologicamente disagevoli, risvegliando nei suoi abitanti un senso di appartenenza per renderli protagonisti di interventi volti al miglioramento del luogo in cui vivono, grazie anche alla creazione di nuovi posti di lavoro, promuovendo una cultura di interscambio, corresponsabilità e solidarietà nelle comunità. Gli fu preferito un progetto informatico, ma i principi dello stesso furono elogiati come validi spunti.
Partendo dall’evidenza che i giovani amano la loro terra e che non scelgono di abbandonarla, ma sono costretti a farlo, ci possiamo chiedere quali strategie siamo ragionevolmente capaci di prospettare oggi per favorire il mantenimento delle future generazioni nel luogo dove sono nate e rendere attrattivo il territorio delle colline e della montagna piacentina a giovani cittadini.
L’iniziativa individuale non basta. Una politica concertata deve puntare alla creazione di nuovi posti di lavoro e migliorare la funzionalità di quelli esistenti. E’ imprescindibile l’impegno concreto dei comuni interessati, della Comunità Montana, della Provincia e della Regione. Per favorire il mantenimento delle popolazioni sul territorio sono necessari una valorizzazione e degli incentivi concreti allo sviluppo di attività lavorative con particolare attenzione al settore giovanile e femminile, ma anche all’età pensionistica e ai disabili. Promuovere la ricerca sul territorio nei settori agricolo, di allevamento al pascolo e dell’agricoltura biologica, avvalendosi dell’appoggio della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, all’avanguardia in questo campo, è sicuramente un privilegio di cui gode la nostra Provincia. Incoraggiare la creazione di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili, nel rispetto dell’armonia paesaggistica, garantisce uno sviluppo autonomo dell’economia della montagna. Incentivare il turismo e la valorizzazione del territorio con lo sviluppo di attività agrituristica e di iniziative che mirano alla difesa e alla protezione dell’ambiente, alla rivalutazione del patrimonio culturale, faunistico e naturalistico, alla protezione della biodiversità significa consolidare una risorsa vincente.
Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste. E’ ormai ampiamente dimostrato quanto le risorse forestali abbiano un ruolo strategico nella protezione dell’ambiente, dell’assetto idrogeologico, del paesaggio e nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Basta uno sguardo ai profili delle nostre montagne per rendersi conto di quanto siano ricche di aree boschive, un vero e proprio patrimonio da tutelare e proteggere. Come ricorda la Comunità Europea nel testo “Politica di sviluppo Rurale 2007/2013” poi declinato nel “Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale” per l’Italia del 21 Giugno 2010, lo sfruttamento di tali superfici può assumere molteplici funzioni che garantiscono vantaggi economici ed occupazionali non solo attraverso la produzione di legname, ma anche attraverso l’opportuna valorizzazione del ruolo ambientale, storico-culturale e sociale che le foreste svolgono.
Ricordando che le vette della Provincia di Piacenza confinano con altre province limitrofe, si può pensare a promuovere dei centri di studio-ricerca con applicazioni concrete dove attrarre i giovani e i loro insegnanti per un recupero di un patrimonio storico-archeologico-artistico-scientifico comune. Il tradizionale mondo dell’impresa, applicato alla realtà della montagna, potrebbe scegliere di diventare “più etico”, più attento cioè alle tematiche ed agli impatti sociali dei comportamenti e dei circuiti economici e diventare un modello per altre realizzazioni simili.
L’irrinunciabile sostenibilità economica di questo nuovo tipo di sviluppo della montagna deve poggiare su una visione psicologica e sociale per consentire la creazione di progetti capaci di tutelare la qualità di vita in tutti i suoi aspetti, seguendo dei criteri di efficienza in termini imprenditoriali, appoggiandosi sull’utilizzo di nuove tecnologie innovative nella comunicazione applicate al servizio alla persona e per creare nuovi servizi indispensabili. Solo così si potrà assicurare un futuro ai giovani e alla loro montagna.
Fonti:
- Dati ISTAT;
- V Programma Quadro delle azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1998-2002) dell’Unione Europea;
- Progetto commissionato dalla Regione Emilia Romagna “Ricerca sui bisogni della popolazione anziana dell’Alta Val Nure” 1999-2000; A.R.T.
- “Progetto-Vita” sulla riduzione della morte improvvisa dell’Associazione Il Cuore di Piacenza;
- Programma d’Azione Comunitaria in materia di formazione professionale, II fase: 2000-2006-Commissione Europea Istruzione e Cultura; Leonardo Da Vinci,;
- Programma quadro “Cultura 2000” Commissione Europea;
- Programma “Raffaello per i beni culturali” Commissione Europea;
- Programma “Caleidoscopio per le attività artistiche e culturali” Commissione Europea;
- Programma “Arianna per il libro, la traduzione e la lettura” Commissione Europea;
- Politica di sviluppo Rurale 2007/2013 della Comunità Europea;
- Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale per l’Italia, 21 Giugno 2010.
5 Giugno: Giornata Mondiale dell’Ambiente
venerdì, giugno 3rd, 2011
La Giornata Mondiale per l’Ambiente, che si celebra ogni anno il 5 giugno, è uno dei principali strumenti attraverso cui le Nazioni Unite sensibilizzano l’opinione pubblica sulla questione ambientale a livello mondiale e favoriscono l’azione e l’attenzione del mondo politico.
l tema scelto per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2011 è “Le foreste: natura al vostro servizio” in quanto la giornata di quest’anno ricorre in coincidenza dell’Anno Internazionale delle Foreste, tema già affrontato molte volte sul mio blog. L’intenzione è mettere in risalto il valore essenziale ricoperto dalle foreste per il sostentamento della vita e l’intrinseco legame esistente tra la qualità della vita umana e la salute dell’ecosistema forestale.

Il presente e il futuro di tutta la popolazione mondiale, che conta 7 miliardi di persone, dipendono dalla conservazione e salvaguardia delle foreste.
La Giornata Mondiale dell’Ambiente vuole rappresentare una occasione per spronarci a fare di più al fine di garantire alla nostra generazione ma anche a quelle future di continuare a usufruire dell’importante ruolo benefico svolto dalle foreste.
Sul sito dell’UNEP dedicato alla Giornata potrete trovare idee e suggerimenti pratici per organizzare eventi per celebrare la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Come nasce la Giornata Mondiale dell’Ambiente?
La Giornata Mondiale dell’Ambiente (WED) è stata indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione dell’apertura della conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente tenutasi a Stoccolma nel 1972. Celebrare la Giornata Mondiale dell’Ambiente vuol dire esaltare il potere che ciascuno di noi ha, nel compiere singole azioni, di contribuire a generare un cambiamento positivo per la collettività.
Tra le tematiche scelte in occasione delle passate celebrazioni, la salvaguardia del suolo e dell’acqua, lo strato dell’ozono, i cambiamenti climatici, la desertificazione e lo sviluppo sostenibile, ecc. La Giornata Mondiale dell’Ambiente viene celebrata in tutto il mondo in molti modi: manifestazioni di piazza, sfilate in bicicletta, concerti all’aperto, concorsi letterari e grafici sul tema nelle scuole, piantare alberi, recupero dei materiali, campagne per la pulizia dei luoghi pubblici e molte altre iniziative
Perchè celebrare la Giornata Mondiale dell’Ambiente?
Quando vediamo e sperimentiamo le conseguenze negative derivanti dal cambiamento climatico e dal degrado ambientale, è facile incolpare gli altri – i governi perché non danno priorità alle politiche per la salvaguardia dell’ambiente, le industrie perché contribuiscono ad aumentare le emissioni di gas serra, le organizzazioni non governative perché non lottano sufficientemente per le questioni ambientali, e i singoli individui perché non prendono iniziative concrete.
La Giornata Mondiale dell’Ambiente rappresenta una giornata in cui, mettendo da parte le differenze, ci riuniamo per celebrare i traguardi raggiunti nella salvaguardia dell’ambiente.
Con questa Giornata, ricordiamo quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente.
Ricordati che ogni azione che facciamo è importante!

Deforestazione: gli animali non possono aspettare!
venerdì, febbraio 4th, 2011La scorsa settimana vi ho voluto accompagnare in un mondo speciale, quello delle foreste.
Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste e per questo motivo vorrei collegarmi allo scorso post pubblicato e condividere un video del WWF breve ma molto intenso e significativo che sicuramente toccherà i vostri cuori e le vostre coscienze.
La deforestazione è un fenomeno che accompagna l’uomo da sempre. Un atteggiamento distruttivo, totalmente irrispettoso del Pianeta e degli animali che hanno fatto delle foreste il loro habitat naturale.

A causa della deforestazione, metà degli oltre cinque milioni di specie animali attualmente conosciute rischia di scomparire entro i prossimi 50 anni.
Su un totale di 2 miliardi di ettari di foreste tropicali, ogni anno ne vanno perduti tra 11 e 15 milioni di ettari, una superficie pari più o meno a quella di un medio Paese europeo. Come dire che ogni tre secondi scompare l’equivalente di un campo di calcio!
Riflettiamo e agiamo!







