Posts Tagged ‘cambiamenti climatici’
Buon 2013! Un anno per il pianeta!
venerdì, gennaio 4th, 2013Ecco che è arrivato un nuovo anno.
Ci lasciamo alle spalle molte notizie agghiaccianti,
maltrattamenti, indifferenza, abusi, ecc
ma anche qualche buona notizia, come ad esempio la chiusura di Green Hill.
Il 2013 ci spalanca le sue porte e ci domanda
se siamo pronti a fare dei passi avanti nel rispetto del nostro Pianeta
e degli animali che lo abitano.
E, se non fosse abbastanza chiaro, facendo ciò, miglioriamo
anche la nostra vita e garantiamo un futuro alle generazioni che verranno!
I cambiamenti climatici sono sotto ai nostri occhi
e non possiamo più permetterci di non guardare
perchè hanno dirette conseguenze sulla vita di tutti i giorni:
nubifragi, inondazioni, caldi anomali, ecc.
C’è bisogno di azioni concrete
e di una presa di coscienza globale che ci faccia dire BASTA.
Mentre tutto intorno a noi
sta cambiando non possiamo stare fermi ad aspettare.
Dobbiamo essere responsabili e guidare il cambiamento
verso un’era eco-sostenibile.
Cosa possiamo fare?
Nel nostro piccolo possiamo fare tanto!
Educambiente ci propone una serie di azioni verdi,
20 mosse intelligenti per aiutare il Pianeta:
1. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa.
2. Consuma prodotti locali: il trasporto di prodotti da lontano fa consumare petrolio e aumentare l’effetto serra.
3. Abbassa la temperatura: vivi meglio ed inquini di meno.
4. Usa meglio gli elettrodomestici: spegni pc e televisore, lo “stand-by” consuma, quindi inquina.
5. Prendi il sole. Come? Con i pannelli solari.
6. Cambia (appena puoi) la macchina: e sceglila a metano o gpl. E, soprattutto, usala il meno possibile.
7. Tieni i piedi per terra: gli aerei provocano il 10% dell’effetto serra mondiale.
8. Mangia frutta e verdura (se biologiche, meglio): il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire per il suo sfruttamento intensivo la deforestazione.
9. Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli “tradizionali” richiede 500 anni.
10. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio: inquina, e per la sua produzione lo spreco energetico è enorme.
11. Informati con intelligenza: ci sono centinaia di siti, riviste e tv che ti parlano di ambiente e sviluppo sostenibile.
12. Non incartarti: utilizza la tecnologia digitale per inviare e ricevere documenti e per informarti: salvi alberi e non inquini coi trasporti.
13. Pulisciti i denti, ma con intelligenza: se la lasci scorrere, getti fino a 30 litri d’acqua. Aprila solo quando li risciacqui.
14. Usa le lampadine a risparmio energetico: consumano 5 volte di meno e durano 10 volte di più.
15. Mangia sano, scegli il biologico: è un metodo di coltivazione rispettoso dell’ambiente.
16. Mangia consapevole: sono buoni, ma per la produzione di hamburger si stanno distruggendo intere foreste. Pensaci.
17. Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d’acqua, in 10 minuti più di 130 litri.
18. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile.
19. Usa e getta? No grazie. Per esempio, usa pile ricaricabili: si possono ricaricare fino a 500 volte.
20. Fai la raccolta differenziata: è il contributo più intelligente e più importante che puoi dare all’ambiente.
Facile vero?
Allora perchè non farlo?
Un anno nuovo inizia: arricchiamolo di buone intenzioni e gesti d’amore per la Terra!
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Richiede Essiccatore Biosec Domus da 5 o 10 cestelli.
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A Doha si discute del clima e del futuro del Pianeta
venerdì, novembre 30th, 2012Non ci sono dubbi: i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti.
Continue allerte di forte maltempo, forti nubifragi, alluvioni, trombe d’aria sono quasi all’ordine del giorno.
Non possiamo continuare a chiudere gli occhi per non vedere.
In occasione della Conferenza mondiale Onu sul clima che si sta svolgendo a Doha, in Quatar,
molti sono i nodi che vengono al pettine.
Punto primo del summit: impegnarsi a tagliare le emissioni di anidride carbonica, e l’aver scelto come luogo per ospitare la conferenza del clima uno dei paesi non solo ricchissimo di petrolio e gas,
ma anche leader nell’infausta classifica dei paesi con la maggior quantità di emissioni (44 tonnellate pro capite per anno), potrebbe rappresentare già un segno di sfida, un punto di svolta.
Come si presenta il pianeta?
Anche se si è cercato di prendere alcune precauzioni, i gas serra non sono diminuiti.
Dal 2000, per esempio, la sola anidride carbonica è cresciuta del 20%.
Dati che pongono la Terra in una situazione piuttosto precaria, lontana da quell’aumento di 2°C nei prossimi anni giudicato se non sicuro, tollerabile dal nostro pianeta.
Altro punto affrontato: «Gli anni dal 2001 al 2011 fanno parte dei più caldi mai registrati»
e il periodo gennaio-ottobre 2012 è il nono più caldo mai registrato dall’inizio dei rilevamenti nel 1850.
Questo è quanto stimato dalla World meteorological organization (Wmo).
La dichiarazione provvisoria Wmo sullo stato del clima mondiale nel 2012 segnala anche
«Uno scioglimento senza precedenti della banchisa dell’Artico ed una moltiplicazione degli estremi meteorologici e climatici in numerose regioni del mondo».
Nell’area intorno al Polo Nord il calo dei ghiacci marini da marzo a settembre è stata di 11.830.000 km2,
una superficie più grande degli Stati Uniti.
Il 16 settembre la banchisa dell’Artico ha raggiunto il suo minimo stagionale:
3,41 milioni di km2, cioè la superficie più ridotta da quando si effettuano osservazioni satellitari.
L’intervento di associazioni ambientaliste è molto forte. Prima fra tutte Greenpeace che sostiene: “Purtroppo, l’economia mondiale sta accelerando nella direzione sbagliata.
Per rimetterla in carreggiata a Doha ci vuole una leadership forte e lungimirante che definisca subito obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra
per dare un segnale chiaro agli investitori su quale sarà il sistema energetico mondiale”.
Abbiamo ancora la possibilità di salvare la Terra , ma dobbiamo farlo in fretta e tutti insieme.
Mentre i potenti del Pianeta ne decidono la direzione e la sorte, noi possiamo continuare ad averne rispetto
e, nel nostro piccolo, contribuire a mantenerla in salute.
E’ la nostra casa! Non dimentichiamolo!
Tara è tornata per risolvere gli enigmi dei cambiamenti climatici
venerdì, aprile 13th, 2012Ve ne ho parlato alla sua partenza, circa 3 anni fa e, come d’incanto, Tara è già tornata.
E’ ormeggiata dal 31 marzo scorso nel porto francese di Lorient, in Bretagna, lo stesso da cui era partita, la barca a vela di trenta metri che per due anni e mezzo ha ospitato a bordo la prima fase della spedizione scientifica TARA OCEANS.
La sua missione?
Svelare la vita segreta degli oceani per capire come respira il pianeta.
Dopo aver percorso 600.000 miglia e essersi assicurati migliaia di campioni di virus, batteri e minuscoli esseri viventi uni o pluricellulari che popolano gli oceani del pianeta,
i ricercatori arruolati lavoreranno d’ora in poi sulla terraferma.
Perché cercare nel mare la soluzione agli enigmi del clima?
Perchè gli oceani sono il secondo polmone della Terra.
E’ lì che finisce metà dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera ed è lì che si produce metà dell’ossigeno che respiriamo.
I ricercatori avevano l’obiettivo di conoscere con esattezza le tantissime specie che compongono i micro organismi marini e il modo in cui questi interagiscono tra loro e con l’ambiente che le circonda.
Dalle analisi si augurano di conoscere qualcosa di più sui fenomeni che coinvolgono l’intero pianeta e, soprattutto quelli legati ai cambiamenti climatici.
Detta in parole povere, provate a pensare quanta storia possono raccontare questi piccoli organismi che vivono nell’acqua!
Quanta vita è passata attraverso il mare che ha raccolto migliaia di informazioni su cambiamenti che ha subito negli anni il nostro ecosistema!
Sono questi minuscoli micro organismi che permettono di trasformare in ossigeno la metà dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera.
I cambiamenti climatici riguardano tutti?
Assolutamente si!
Inoltre, in questi giorni, è arrivata una notizia preoccupante che riguarda gli Inuit.
Infatti, uno studio condotto dall’Università canadese di Guelph, ci informa che il riscaldamento globale potrebbe essere la causa di un aumento delle malattie nella popolazione Inuit.
Sapete già quanto questo popolo mi sia rimasto nel cuore dopo il mio viaggio in Groenlandia.
Gli Inuit sarebbero sempre più colpiti dalle malattie causate dalla proliferazione di un particolare tipo di batteri, portata dallo scioglimento dei ghiacci a causa dell’innalzamento continuo della temperatura del globo.
I ricercatori canadesi hanno scoperto che, a seguito di repentini scioglimenti di ghiacci, si verificherebbe un aumento dei batteri, tra gli altri, del genere Escherichia Coli, che porterebbe a vere e proprie epidemie.
Questo perché i ghiacci, sciogliendosi, libererebbero nelle acque dolci, utilizzate dagli Inuit per dissetarsi e per pescare, quantità sempre maggiori di batteri.
Ho sempre parlato delle conseguenze che il global warming sta avendo sugli animali e sull’ambiente ed è molto grave quello che sta succedendo agli Inuit.
Siamo tutti collegati e legati al nostro Pianeta.
Se la Terra soffre perché non ne abbiamo rispetto, è normale che chi la abita ne subirà le conseguenze. Quello che succede alla popolazione Inuit è la punta dell’iceberg!
Possiamo ancora cambiare le cose, siamo in grado di invertire il processo di degrado che il nostro pianeta sta subendo.
Sappiamo per certo che se cambiamo tutti insieme il risultato sarà tangibile!
Basta vedere quello che siamo riusciti a fare con l’ora della Terra!
Riflettiamo e cambiamo!
Un altro pericolo per le api arriva dall’Oriente
venerdì, marzo 23rd, 2012
Le api sono in pericolo!
E questo già lo sapevamo tutti; i cambiamenti climatici e l’inquinamento hanno modificato l’habitat di questi piccoli e colorati insetti, importantissimi per l’equilibrio della natura.
Ricordiamoci che l’ape ha uno specifico compito: l’impollinazione dei fiori. Senza api non ci sarebbe la fioritura che tanto amiamo guardare e non ci sarebbero, di coseguenze, nemmeno più frutti.
Come sempre Madre Natura ha le idee chiare ed ha riservato ad ogni animale, sia grande che piccolo, un proprio ruolo che serve da sempre a mantenere l’equilibrio del Pianeta.
È arrivato dall’oriente un altro pericolo per le api che sta facendo preoccupare i produttori di miele del nord e centro Europa e gli ambientalisti: il calabrone asiatico chiamato anche vespa mandarina.
Ha la testa color arancione e molto larga, in paragone alle altre specie. La mandibola è grande, arancione, con un dente nero.
Il torace ha un caratteristico color dorato. Le zampe anteriori sono color arancione con tarsi marrone scuro; quelle centrali e quelle posteriori sono color castano scuro. Le ali dell’insetto sono di color grigio-marrone scuro.
Il calabrone gigante asiatico si può trovare in Primorsky Krai, Corea, Cina, Taiwan, Indocina, Nepal, India, Sri Lanka, ma è più comune nelle aree montane del Giappone.
La cosa che preoccupa di più è che è un predatore inesorabile che caccia gli altri grandi insetti come le api, le altre specie di calabroni e le mantidi.
Si pensa che il calabrone asiatico sia riuscito ad emigrare dalla sua terra e ad entrare nel continente europeo, attraverso le importazioni di piante cinesi, già nel 2004. Quindi, è riuscito a colonizzarsi in diverse zone europee.
Pochi esemplari di questo calabrone sono in grado di distruggere circa 30.000 api, in sole due ore.
Si sta diffondendo velocemente ed è arrivato anche in Italia.
Le api asiatiche sono “attrezzate” a combatterlo, ma le api europee sono estremamente vulnerabili!
Ci sono alcuni metodi per salvare le api, ma la Protezione civile invita a non sperimentare facendo troppo fai da te per non rischiare di essere punti in modo eccessivo.
Le punture inflitte sono molto dolorose. In realtà la specie risulta più aggressiva quando è alla ricerca del cibo, mentre un attacco collettivo si può verificare in prossimità del nido.
Gli apicultori utilizzano un metodo molto artigianale fatto di alcol e soluzione zuccherina che attira si i calabroni, ma anche molti insetti!
Quindi, chiedete aiuto e siate prudenti. Niente allarmismi, ma prudenza!
Apriamo gli occhi e proviamo ad individuare l’eventuale pericolo, poi facciamoci aiutare!













