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Una cagnolina ritrovata viva nel cassonetto dell’immondizia: possiamo restare indifferenti?

sabato, agosto 20th, 2011

Qualche giorno fa ho notato su facebook un appello di una ragazza siciliana che chiedeva aiuto per un cane ritrovato per strada in condizioni strazianti.
Mi sono subito informata e ho cercato di approfondire  chiedendo ulteriori informazioni.

La cagnolina, un meticcio con alcune tracce di cane da pastore di circa 10 anni, è stata abbandonata nei pressi di un cassonetto dell’immondizia, a Taormina, forse creduta morta.
Peccato respirasse ancora!

In molti l’hanno vista, ma l’hanno schivata quasi con ribrezzo.
L’indifferenza, l’ignoranza, il menefreghismo la stavano facendo da padrone e stavano uccidendo la cagnolina.
La sua pelle si è riempita di buchi nei quali le mosche hanno depositato le uova e divorato la carne…

 

Fortunatamente non tutte le persone sono uguali!

Esiste ancora qualcuno che conosce la solidarietà, la compassione e non può rimanere indifferente davanti ad un essere vivente bisognoso d’aiuto!

Così una ragazza di nome Simona Ruberto, impegnata da anni a salvare delle vite canine, trova la cagnolina e la mette in salvo, la carica in macchina, la pulisce e la porta in clinica.

Qui la reidratano, la disinfettano, la cuciono e cercano di rimetterla in sesto. Da oggi accetta di mangiare un pochino.

Ma le cure, le analisi, le visite, i farmaci, devono essere pagati e la cagnolina sopravvissuta, ribattezzata VIDA, non è l’unica ad avere bisogno di aiuto!

I suoi esami sono stati spediti ad una clinica specializzata di Padova, un’attenzione che rappresenta un costo ingente.

Vida non è la vittima di un maniaco o di un pazzo criminale, ma  rispecchia il tipico sfruttamento di un cane. Da quelle parti, e non solo, ma nella campagna in generale, succede spesso che i cani vengano tenuti alla catena a cura di animali o proprietà e vengano lasciati vivere ed invecchiare senza alimenti, senza cure e poi…

E’ vecchio? Non ne ho più bisogno? Può diventare un ostacolo? Non è più in grado di servirmi?

Allora diventa inutile e lo lascio morire…

Il fenomeno degli abbandoni, di cui ho già parlato spesso, rispecchia quella parte della società che definisco incivile, insensibile, malata, ma esiste e noi possiamo fare qualcosa per contrastarla.
Davvero possiamo crescere i nostri figli in un mondo che lascia morire animali (e non solo) ai bordi delle strade?
E noi? Siamo rassegnati a vivere in un mondo così?

Siamo davvere capaci di scavalcare un corpicino che ancora respira senza chiedere aiuto?

Vogliamo che questa indifferenza continui a perpetuarsi?

No! Possiamo spezzare la catena!

Diventiamo partecipi, denunciamo, stiamo con gli occhi aperti e aiutiamo!

Voglio diffondere l’appello di Simona:
Vida ha bisogno dia aiuto!

Se siete rimasti toccati da questa storia così come è stato per me, pensate che Vida è una su tante e che ogni giorno a migliaia di cani tocca la stessa sorte.

Io ho voluto contribuire!

Non servono cifre da capogiro! Si può dare aiuto anche con una piccola somma!
Goccia dopo goccia, si forma il mare!

Vida è stata fortunata, strano a dirsi ma Vida è viva e avrà un’altra possibilità grazie al nostro aiuto.

 

Volete dare anche voi un piccolo sostegno economico?

Io ed alcuni amici lo abbiamo fatto oggi stesso.
Basta poco ma insieme i nostri aiuti potranno fare la differenza e aiutare VIDA.

Potete dare il vostro contributo:

tramite Poste Pay, recandovi in posta e compilando l’apposito modulo, numero 4023 6005 8199 9101 intestata a Simona Ruberto, Codice fiscale RBRSMN78H57F158D

tramite bonifico bancario, sul conto corrente intestato a Laudini Rossella (altra volontaria che aiuta Vida) IBAN IT27E0306916501615294928969

CAUSALE: aiuto spese veterinarie cane VIDA

 

Se avete la possibilità  di offrire uno stallo nel Nord Italia per i cani che ne hanno bisogno o conoscete pensioni che costano meno di 15 euro al giorno contattate Simona allo 349 0600182

Aiutiamo chi aiuta ogni giorno!

Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
Mahatma Ganghi