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Puliamo il mondo!
giovedì, settembre 22nd, 2011
Ha preso il via lo scorso fine settimana la campagna promossa da Legambiente Puliamo il mondo!
Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di “volontari dell’ambiente”, che organizzano l’iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.
I primi risultati sono stupefacenti e parziali, infatti in soli 2 giorni sono stati raccolti 40 mila sacchi che sono stati riempiti con ogni genere di rifiuti e 200 container di ingombranti contenenti ogni genere di rifiuto: rottami, elettrodomestici, batterie esauste, materassi, mobili e tanta plastica.
Il primo week-end ha coinvolto 1600 Comuni e circa 400 mila persone!
Quest’anno Puliamo il mondo ha promosso l’uso consapevole dell’acqua e sono state migliaia le bottiglie di plastica raccolte. L’Italia del resto detiene il primato mondiale di consumo procapite di acque minerali: consuma ogni anno circa 12 miliardi di litri di acqua imbottigliata, che richiede una marea di bottiglie di plastica, che a loro volta richiedono l’impiego di 350mila tonnellate di polietilene tereftalato (PET) per essere prodotte. E nella produzione, le stime dicono che vengono usate 665 mila tonnellate di petrolio ed emesse circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente.
Ma non finisce qui! Infatti Puliamo il mondo prosegue anche il prossimo week-end!
Venerdì 23 e sabato 24 settembre la pulizia straordinaria degli spazi pubblici dai rifiuti abbandonati replica e prosegue in molte scuole, dove si stima il coinvolgimento di circa 300 mila studenti e insegnanti.
Da dove viene l’idea Puliamo il mondo?
Puliamo il Mondo è conosciuta a livello internazionale come Clean Up the World, una delle maggiori campagne di volontariato ambientale nel mondo. Con questa iniziativa vengono liberate dai rifiuti e dall’incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo.
Vuoi scoprire se la tua regione o il tuo comune hanno aderito?
La pulizia mantiene la salute! Preserviamo insieme quella del nostro Pianeta!
Per il futuro impariamo a nuotare o saliamo sulle vette!
venerdì, ottobre 8th, 2010
L’analisi delle registrazioni geologiche hanno rivelato sorprendenti risultati, i quali suggeriscono che gli attuali obiettivi per limitare il cambiamento climatico, stabiliti durante gli ultimi negoziati sul clima, non sono sicuri.
Lo studio è stato effettuato dagli esperti sul cambiamento climatico dell’Università di Exeter .
Nel dicembre del 2008 l’UE ha adottato una strategia integrata in materia di energia e cambiamenti climatici, che fissa obiettivi ambiziosi per il 2020.
Lo scopo è indirizzare l’Europa sulla giusta strada verso un futuro sostenibile sviluppando un’economia a basse emissioni di CO2 improntata all’efficienza energetica.
Sono previste le seguenti misure:
- ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30%, previo accordo internazionale);
- ridurre i consumi energetici del 20% attraverso un aumento dell’efficienza energetica;
- soddisfare il 20% del nostro fabbisogno energetico mediante l’utilizzo delle energie rinnovabili.
I risultati mostrano temperature con 5˚ C in più nelle regioni polari, non solo, ma nel suo insieme, il mondo sembra essere stato più caldo di circa 1,9˚ C rispetto alle temperature preindustriali. Le temperature più calde sembrano aver portato il livello globale del mare di 6,6-9,4 metri più alto rispetto ad oggi, con un tasso di crescita tra i 60 e i 90 centimetri per decennio, più del doppio rispetto alle osservazioni recenti.
Le temperature superiori viste durante l’ultima interglaciale sono paragonabili alle proiezioni per la fine di questo secolo, secondo quanto calcolato degli scenari delle emissioni nella quarta valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Il Professor Turney, dell’Università di Exeter ha dichiarato:
I risultati qui sono abbastanza sorprendenti e, soprattutto, suggeriscono che il livello dei mari salirà significativamente più del previsto.
La conclusione è inevitabile: gli obiettivi sulle emissioni dovranno essere ulteriormente ridotti.
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