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Deforestazione: gli animali non possono aspettare!
venerdì, febbraio 4th, 2011La scorsa settimana vi ho voluto accompagnare in un mondo speciale, quello delle foreste.
Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste e per questo motivo vorrei collegarmi allo scorso post pubblicato e condividere un video del WWF breve ma molto intenso e significativo che sicuramente toccherà i vostri cuori e le vostre coscienze.
La deforestazione è un fenomeno che accompagna l’uomo da sempre. Un atteggiamento distruttivo, totalmente irrispettoso del Pianeta e degli animali che hanno fatto delle foreste il loro habitat naturale.

A causa della deforestazione, metà degli oltre cinque milioni di specie animali attualmente conosciute rischia di scomparire entro i prossimi 50 anni.
Su un totale di 2 miliardi di ettari di foreste tropicali, ogni anno ne vanno perduti tra 11 e 15 milioni di ettari, una superficie pari più o meno a quella di un medio Paese europeo. Come dire che ogni tre secondi scompare l’equivalente di un campo di calcio!
Riflettiamo e agiamo!
2011: Anno Internazionale delle Foreste
venerdì, dicembre 17th, 2010
Il 2011 è stato dichiarato dall’Onu Anno Internazionale delle Foreste un’ulteriore sfida per far conoscere quanto le foreste siano in grado di offrire alla collettività e al benessere delle future generazioni.
I boschi rappresentano uno strumento naturale di difesa del suolo e della sua fertilità, in grado di contrastare l’erosione ed i fenomeni estremi come la siccità e la desertificazione
Gli incendi rappresentano una delle principali minacce per la conservazione delle foreste mondiali. Ogni anno i roghi percorrono nel mondo circa 350 milioni di ettari di superficie agroforestale, dei quali in media 500 mila ettari nel bacino del Mediterraneo, per metà boscati. In Italia gli incendi hanno interessato, nell’ultimo decennio, una media di 80 mila ettari di superficie annua con un massimo di oltre 220 mila nel 2007, uno dei peggiori anni nella storia nazionale.

Un altro nemico delle foreste è l’uomo! La foresta amazzonica è stata devastata dall’azione dell’uomo con conseguenze disastrose sugli indigeni, sul loro territorio e sugli animali.
Una notizia recente, secondo i dati forniti dal Brasile la superficie disboscata tra l’agosto 2009 e il luglio 2010 è scesa al minimo storico dal 1988, da quando si è cominciato a registrare i dati. I dati sono stati forniti dal Nipe, l’ente brasiliano per le ricerche spaziali. La deforestazione in Amazzonia è diminuita del 14% ed è ormai ben lontana dai ritmi record della metà degli Anni 90, quando in 12 mesi venivano abbattuti 29.000 chilometri quadrati di foresta.
Se questa notizia corrispondesse alla realtà sarebbe di ottimo auspicio per il 2011, anno dedicato alle foreste!
Noi possiamo fare qualcosa! Anche quando ci sembra impossibile!
Il primo passo da fare è non rimanere indifferenti!
Foreste a rotoli
sabato, novembre 27th, 2010Proviamo a pensare un attimo: quanta carta usiamo ogni giorno?
Certo, molta di questa per necessità, ma attenzione!
Greenpeace ci avverte che nei fazzoletti e carta igienica che utilizziamo solo una volta e poi buttiamo nel cestino o nel wc, può nascondersi carta pericolosa.
Cosa si intende per carta pericolosa?
Negli ultimi anni la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall’irresponsabilità di alcune aziende come Asia Pulp and Paper (APP) e dai loro clienti.
Anche l’industria cartaria italiana ha le sue responsabilità: mantenendo rapporti commerciali con multinazionali coinvolte nella deforestazione, anche le aziende italiane rischiano di immettere sul nostro mercato prodotti che causano fenomeni come la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico.
Sono poche le aziende virtuose come Coop e AS (Gruppo Schlecker). A rischio, nella fascia rossa, i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Tra i non classificabili, i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come Tenderly e Tutto.
Greenpeace propone una guida utile per evitare di comprare prodotti che contribuiscono alla deforestazioni delle foreste pluviali: la guida “Foreste a rotoli“, un vademecum verde per l’acquisto di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.
Per promuoverla Greenpeace ha girato il video “Deforestation Nightmare”.
Prima di fare la spesa consultiamo la guida!
Se siamo in tanti a fare acquisti responsabili, possiamo salvare le ultime foreste del pianeta.
L’anno della TIGRE: il WWF lancia l’allarme
venerdì, settembre 17th, 2010Il 2010, nel calendario lunare cinese, coincide con la celebrazione dell’anno della Tigre. Il felino, nello zodiaco asiatico, è venerato quale simbolo di coraggio, forza e passione.
C’è molto da festeggiare?
Sicuramente no se ci si riferisce allo stato della tigre in natura!
Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte e gli esperti stimano che ci siano solo 3.200 tigri in natura.
“Se non vengono prese misure immediate - dice Zhu Chunquan, direttore per la tutela della biodiversità - l’ultima tigre allo stato brado potrebbe morire prima del 2040″.
Lo sterminio delle tigri è impressionante. Negli anni Sessanta, solo nel Sud, vivevano più di 4.000 esemplari, mentre a Nord la popolazione era di oltre 300 capi.
Negli ultimi dieci anni la deforestazione ha sottratto alla fauna oltre il 45% del suo habitat.
Per garantire che questo numero di tigri resti stabile e anzi cominci ad aumentare, il WWF e i suoi partner si appellano ai diversi governi di paesi che ancora ospitano la tigre per incrementare le attività anti bracconaggio e la protezione dell’habitat, con l’obiettivo di raddoppiare la presenza delle tigri entro il 2022, portandone il numero ad almeno 7.000 esemplari.
La buona notizia è che c’è ancora una speranza per salvarle.
Cosa possiamo fare?
Possiamo contribuire a realizzare i progetti WWF per difendere la tigre nelle diverse aree del mondo.
Quali sono le minacce?
Le tigri oggi sono cacciate prevalentemente per il mercato dei prodotti derivati, poiché ogni parte del loro corpo viene purtroppo usata per la medicina tradizionale orientale o a scopo decorativo.
La caccia di frodo è aumentata enormemente negli ultimi anni a causa della richiesta di prodotti derivati della tigre da parte degli stati che ne sono i maggiori consumatori: Cina, Corea e Taiwan.
Le ossa e altre parti del corpo della tigre sono usate dalla medicina tradizionale cinese e vendute come tonificanti o cure per le artriti e i reumatismi. Alcune parti della tigre vengono inoltre usate per la pratica dello “jinbu” che, si crede, possa trasmettere a chi le assume le qualità dell’animale mangiato.
L’uccisione illegale e il commercio di questi animali continua, nonostante il commercio internazionale delle tigri sia stato vietato dalla CITES, la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate.
Inoltre la sopravvivenza della tigre è minacciata dalla perdita del suo habitat naturale e dalla mancanza di prede, cosi come dal bracconaggio, dai cambiamenti climatici e da una deforestazione selvaggia. La maggior parte delle tigri si trovano oggi confinate in habitat sempre più ristretti, con diverse sottospecie sull’orlo dell’estinzione.
Anche tu puoi sostenere i progetti del WWF!
Anche il tuo contributo è fondamentale per la sopravvivenza della tigre!










