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E voi, siete sostenibili?
venerdì, giugno 22nd, 2012Ha preso il via a Rio de Janeiro il summit mondiale dedicato all’ambiente.
Si chiama così: Rio +20, perchè 20 sono gli anni passati dall’Earth Summit che lanciò la sfida ambientale.
Ovviamente i temi caldi riguardano la lotta al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici con particolare attenzione alla temperatura del pianeta. Stop al riscaldamento della terra in modo che la temperatura non subisca un aumento che vada oltre i 2 gradi a fine secolo.
Sono molte le manifestazioni degli ambientalisti che sperano si possa fare qualcosa, ma sono sfiduciati dalla poca attenzione che i governi prestano alle politiche ambientali.
La notizia positiva è che si parlerà di green economy, un’economia che possa svilupparsi in maniera sostenibile.
Se ne parla tanto e spesso… ma cos’è la sostenibilità?
Il termine trae la sua origine dall’ecologia, dove indica la capacità di un ecosistema di mantenere processi ecologici, fini, biodiversità e produttività nel futuro.
Perché un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente. (fonte wikipedia)
E noi siamo sostenibili?
Un’indagine condotta dal gruppo di ricerca dell’Università Iulm di Milano, in collaborazione con gli atenei di Catania e di Palermo ha studiato il rapporto tra i giovani (dai 18 ai 30 anni) e la sostenibilità.
Ciò che ne esce non è incoraggiante…
Quali sono i risultati?
Dalla ricerca emerge che i giovani non solo non comprendono veramente quali siano le vere azioni per tutelare il pianeta, ma si rivelano anche incoerenti, dichiarandosi sostenibili per poi agire, nella vita di tutti i giorni, in maniera contraria.
Secondo i ricercatori questo sarebbe dovuto ad un vuoto culturale ed a un’azione non mirata e approfondita dei media che trattano l’argomento ambiente in modo troppo superficiale.
Poca informazione?
I ragazzi più in linea con i valori sostenibili cercano le informazioni che riguardano la sostenibilità su internet. Anche se è difficile liberarsi dall’impronta lasciata dalla tv. Per l’educazione ambientale, è la famiglia che gioca un ruolo determinante. Infatti, i ragazzi più orientati ai comportamenti sostenibili, dal consumo di cibi a chilometro zero a spegnere la luce quando non necessaria, hanno imparato l’importanza di queste azioni in ambito domestico.
Ne abbiamo parlato spesso. I comportamenti si imparano dai nostri genitori, dalla scuola, dal contatto con gli altri.
Il punto di partenza c’è e sono convinta che una coscienza ambientale forte si sia sviluppata negli ultimi anni.
Sta a noi crescere i nostri figli nel rispetto del Pianeta e di ciò che ci circonda. E l’impegno deve essere forte e costante ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani.
Possiamo farlo! Insieme siamo più forti!
5 Giugno 2012: festeggiamo con l’ambiente!
venerdì, giugno 1st, 2012
Ogni anno il 5 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Ambiente (W.E.D. World Enviroment Day),
istituita dall’O.N.U. per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano del 1972 nel corso della quale prese forma il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (U.N.E.P. United Nations Environment Programme).
Dove si celebrerà?
La Giornata per l’ambiente, anche se è un evento a livello mondiale,
avrà come paese protagonista il Brasile che negli ultimi anni ha favorito un’economia fatta di scelte a favore di uno sviluppo eco-sostenibile.
L’obiettivo della giornata:
incoraggiare tutte le persone a dare il proprio contributo per tutelare il pianeta.
Come ricordo spesso sul blog Pachamama, ognuno di noi può contribuire, con piccoli gesti quotidiani a preservare e a difendere l’ambiente.
Come possiamo fare?
Il sito ufficiale della Giornata Mondiale per l’ambiente ci offre uno spunto di riflessione stilando un decalogo di consigli green, prendendo in considerazione diversi settori della nostra vita:
1. Edilizia
Eseguendo una valutazione dei consumi energetici di casa o dell’attività economica.
2. Pesca
Scegliendo prodotti ittici con eco-etichette che garantiscono una pesca ’sostenibile’.
3. Forestale
Usando file elettronici, carta riciclata e quella eco-certificata.
4. Trasporti
Utilizzando i mezzi pubblici e la bicicletta per gli spostamenti, o ancora, per chi non vuole proprio rinunciare all’automobile, optare per il ‘carpooling’, condividendo l’auto con altre persone.
5. Acqua
Non sprecando questa preziosa risorsa.
6. Agricoltura
Coltivando un proprio orto o facendo la spesa dagli agricoltori locali.
7. Energia
Rivolgendosi a fornitori da fonti pulite e rinnovabili, oppure scegliendo di auto-produrre la propria energia.
8. Turismo
Scegliendo l’ecoturismo, con cui si aiuta lo sviluppo sostenibile delle comunità locali, senza sacrificare il benessere sociale e dell’ambiente.
9. Rifiuti
Effettuando il riuso e il riciclo.
10. Industria
Sostenendo le imprese amiche dell’ambiente.
È un decalogo semplice, che contiene piccoli consigli che tutti noi possiamo facilmente seguire.
Martedì 5 Giugno 2012 ricordiamoci dell’ambiente!
Facciamo in modo che diventi un’abitudine di ogni giorno!
Dobbiamo prepararci alla fine del mondo?
venerdì, agosto 5th, 2011Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno.
Cosa fare?
Serve che ognuno di noi si fermi a riflettere prima di agire e sia consapevole della situazione drammatica in cui abbiamo costretto il nostro Pianeta.
Luca Mercalli, climatologo e responsabile dell’Osservatorio Meteorologico del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, affronta questi scottanti e attualissimi temi in un saggio di recente pubblicazione dal titolo “Prepariamoci” edito da Chiarelettere.
Il libro ci aiuta a capire lo stato di salute del nostro Pianeta e ci guida in una riflessione interessante sui nostri comportanti, offrendo molte idee e consigli pratici su come vivere in modo più sostenibile.
Prepariamoci
A vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… E forse più felicità
di Luca Mercalli
Compralo su il Giardino dei Libri
Ho avuto il piacere di conoscere il dr. Mercalli in occasione del Progetto “Piacenza difende i Poli” che ho ideato e realizzato con il Comitato Piacentino Pro Anno Polare Internazionale alcuni anni fa. Il Comitato ha affidato a lui la conduzione di un evento di grande rilievo: il collegamento con la base Concordia in Antartide. L’evento è stato occasione per sensibilizzare i giovani delle scuole piacentine sui temi del riscaldamento globale e dei gravi problemi che stanno colpendo aree così delicate e preziose del nostro Pianeta, le regioni Polari.
L’assunto da cui parte il dr. Mercalli è che nel corso degli ultimi cinquanta anni gli esseri umani abbiano sfruttato le risorse della Terra in maniera così sconsiderata e opportunistica da essere ora destinati al tracollo. Dobbiamo prepararci allora alla fine del mondo? No, perchè abbiamo ancora una chance: decidere di cambiare rotta, immediatamente.
Non possiamo delegare questa scelta a politici, spesso disinformati o in conflitto d’interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi.
Se facciamo da soli, sarà troppo poco.
C’è una terza via praticabile ed efficace: lavorare insieme, dar vita ad una nuova intelligenza collettiva, unire le forze in una direzione comune. Così potremo davvero cambiare.
Il cambiamento non è procrastinabile poichè lo sfruttamento irresponsabile a cui è stato sottoposto il Pianeta porterà, ben presto, all’esaurirsi di ogni sostentamento e al collasso globale delle nostre società. Un’ipotesi catastrofista? No, un’ipotesi probabile, sulla quale convergono numerosi studiosi, già rilevata, tra l’altro, da ricercatori, scienziati e filosofi diversi anni fa. E’ possibile, quindi, che a breve le condizioni di sopravvivenza dell’uomo potrebbero essere in crisi.
A cosa prepararsi allora? Dobbiamo prepararci a vivere con meno risorse e soprattutto, come ci propone il dr. Mercalli, a non sperperare inutilmente le energie.
L’autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il programma politico che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più ecologiche), dalle nostre abitudini, più sane ed economiche (dal consumo d’acqua ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall’orto all’impegno civile). Insieme possiamo fare la differenza!
Oggi non possiamo più aspettarci soluzioni miracolistiche: meglio dunque tenere il cervello sempre acceso e le luci solo quando servono. Il libro Prepariamoci ci aiuta a farlo.
Mi sembra un’ottima lettura da mettere in valigia per le vacanze. A prescindere dal luogo dove le trascorriamo, infatti, ciò che le rende uniche e rigeneranti è la possibilità di godere delle meraviglie che ci offre ancora, e nonostante tutto, il nostro Pianeta.
Vale la pena che tutti ci impegnamo per difenderlo!
L’anno della TIGRE: il WWF lancia l’allarme
venerdì, settembre 17th, 2010Il 2010, nel calendario lunare cinese, coincide con la celebrazione dell’anno della Tigre. Il felino, nello zodiaco asiatico, è venerato quale simbolo di coraggio, forza e passione.
C’è molto da festeggiare?
Sicuramente no se ci si riferisce allo stato della tigre in natura!
Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte e gli esperti stimano che ci siano solo 3.200 tigri in natura.
“Se non vengono prese misure immediate - dice Zhu Chunquan, direttore per la tutela della biodiversità - l’ultima tigre allo stato brado potrebbe morire prima del 2040″.
Lo sterminio delle tigri è impressionante. Negli anni Sessanta, solo nel Sud, vivevano più di 4.000 esemplari, mentre a Nord la popolazione era di oltre 300 capi.
Negli ultimi dieci anni la deforestazione ha sottratto alla fauna oltre il 45% del suo habitat.
Per garantire che questo numero di tigri resti stabile e anzi cominci ad aumentare, il WWF e i suoi partner si appellano ai diversi governi di paesi che ancora ospitano la tigre per incrementare le attività anti bracconaggio e la protezione dell’habitat, con l’obiettivo di raddoppiare la presenza delle tigri entro il 2022, portandone il numero ad almeno 7.000 esemplari.
La buona notizia è che c’è ancora una speranza per salvarle.
Cosa possiamo fare?
Possiamo contribuire a realizzare i progetti WWF per difendere la tigre nelle diverse aree del mondo.
Quali sono le minacce?
Le tigri oggi sono cacciate prevalentemente per il mercato dei prodotti derivati, poiché ogni parte del loro corpo viene purtroppo usata per la medicina tradizionale orientale o a scopo decorativo.
La caccia di frodo è aumentata enormemente negli ultimi anni a causa della richiesta di prodotti derivati della tigre da parte degli stati che ne sono i maggiori consumatori: Cina, Corea e Taiwan.
Le ossa e altre parti del corpo della tigre sono usate dalla medicina tradizionale cinese e vendute come tonificanti o cure per le artriti e i reumatismi. Alcune parti della tigre vengono inoltre usate per la pratica dello “jinbu” che, si crede, possa trasmettere a chi le assume le qualità dell’animale mangiato.
L’uccisione illegale e il commercio di questi animali continua, nonostante il commercio internazionale delle tigri sia stato vietato dalla CITES, la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie minacciate.
Inoltre la sopravvivenza della tigre è minacciata dalla perdita del suo habitat naturale e dalla mancanza di prede, cosi come dal bracconaggio, dai cambiamenti climatici e da una deforestazione selvaggia. La maggior parte delle tigri si trovano oggi confinate in habitat sempre più ristretti, con diverse sottospecie sull’orlo dell’estinzione.
Anche tu puoi sostenere i progetti del WWF!
Anche il tuo contributo è fondamentale per la sopravvivenza della tigre!















