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Tutela la tua salute e quella del Pianeta mangiando meno carne

sabato, marzo 19th, 2011


Cibo ed ambiente sono argomenti correlati?

Si! E sappiamo bene che le nostre abitudini alimentari si ripercuotono sulla nostra salute e su quella del Pianeta.

E voi, cosa scegliete di mangiare?

Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori degli Usa, redatte da World Cancer Research Found/American Istitute for Cancer Research nel 1997 indicano l’aderenza ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa veri tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come migliore strategia per la prevenzione del cancro.

E’ stato sperimentalmente accertato che eliminando il consumo di carne si può ottenere una riduzione del rischio di infarto del 90%, e del 97% di rischio di ictus cerebrale.

Che la carne sia cancerogena lo affermano i famosi clinici americani Armstrong e Doll (International Journal of Cancer 1975); i ricercatori dell’American Foundation di NeW York, i ricercatori del National Medical Center degli USA; i prof. Caprilli e Pietroiusti dell’Istituto di Clinica Medica 2 dell’Università di Roma; i diversi clinici partecipanti al Simposio internazionale di Cancerologia tenutosi nel 1984 a Montecarlo. In particolare mediante studi epidemiologici è stata dimostrata una sicura relazione tra diete ricche di proteine e grassi animali e alcuni tipi di cancro, in particolare cancro al seno, al pancreas, alla prostata.


Inoltre l’
Agenzia internazionale di Ricerche sul Cancro, con sede a Lione, ha condotto un’indagine a tappeto in 7 paesi europei tra cui l’Italia in cui si dimostra che i tumori al colon e al retto sono più numerosi nei Paesi maggiormente sviluppati nei quali esiste un consumo eccessivo di grassi e di proteine animali e che esiste un legame evidente tra dieta iperlipidica e iperproteica e il cancro alla mammella.

Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio “Notes on the of Cancer” scrive: “Ho rilevato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente carnivora 19 presentano un’alta percentuale di cancro e soltanto una presenta una percentuale bassa, mentre su 35 nazioni ad alimentazione prevalentemente vegetariana, nessuna presenta una percentuale notevole di cancro”.

La rivista Brithis Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i risultati di uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di carne, il cui stato di salute è stato messo a confronto con quello di 6.000 vegetariani.

Si è constatato che nel gruppo dei vegetariani esiste una considerevole minore possibilità di morire di cancro. Lo stesso giornale, mediante un’altra indagine statistica, ha indicato fino al 40% la possibilità in meno che ha un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.

Nella prevenzione del cancro le fibre hanno un ruolo molto importante. Per ciò che riguarda il cancro allo stomaco i cibi maggiormente incriminati sono di origine animale.

La percentuale di cancro al colon aumenta con il quantitativo di grassi animali. Da notare che quest’ultima malattia è poco diffusa tra le popolazioni a regime vegetariano, come gli Avventisti del Settimo Giorno, i Mormoni, gli Indiani del Nord America.

E’ stato inoltre dimostrato che molti tipi di cancro, come quello alle ovaie, sono legati al consumo di latte e formaggi e anche il diabete insulino dipendente è legato al consumo di alimenti lattiero-caseari. Infatti vi sono popolazioni dell’Asia e dell’Africa Nera che assumono pochissimo calcio dagli alimenti eppure non conoscono l’osteoporosi, mentre altre popolazioni, come quelle occidentali o gli Eskimesi che assumono enormi quantità di calcio, presentano un tasso di osteoporosi elevatissimo.


E la salute del Pianeta?

Parlando di sviluppo sostenibile e di problemi ambientali non sempre si prende in considerazione un fattore importantissimo: l’impatto sull’ambiente delle nostre scelte alimentari.

Di questo, ma non solo, si occupa proprio l’”Ecologia della nutrizione” (Nutrition ecology), una scienza inter-disciplinare relativamente recente, che prende in esame tutte le componenti della catena alimentare e ne valuta gli effetti secondo quattro punti di vista principali: la salute umana, l’ambiente, la società e l’economia.

In Italia, tra le realtà impegnate a divulgare le scoperte di questa scienza, segnalo la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, che mette a disposizione articoli divulgativi, dossier, materiali informativi sull’argomento. Parlerò approfonditamente di questo tema nei prossimi post. Per ora vi segnalo che nel sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, alla pagina Ambiente potete trovare numerosi articoli di approfondimento e l’interessante documentario “Meat the Truth – Carne la verità sconosciuta”.

Di seguito vi segnalo alcune letture interessanti e utili sul tema:


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Carne di balena: il Giappone ammette le proprie colpe

venerdì, gennaio 7th, 2011

Care Amiche e cari Amici,

augurandovi un buon inizio d’anno, vorrei condividere un’importante ed interessante notizia di Greenpeace.

L‘Agenzia giapponese per la pesca, che gestisce la caccia scientifica alle balene nell’Oceano Antartico, ammette che suoi funzionari hanno accettato in regalo tagli pregiati di carne di balena.

È la prima volta che il Giappone riconosce le sue colpe.
È una dura sconfitta per il vergognoso programma di caccia baleniera.

Greenpeace ha cominciato a denunciare questo scandalo già nel 2008, quando due attivisti, Junichi e Toru, hanno intercettato due delle numerose casse contenenti carne di balena, destinate a membri dell’equipaggio delle baleniere per uso “privato”.

Junichi e Toru, noti come i “Tokyo Two”, sono riusciti a smascherare davanti agli occhi di tutto il mondo la corruzione del programma baleniero e per questo sono stati successivamente denunciati e condannati in Giappone, nonostante gli appelli dei sostenitori di Greenpeace e di organizzazioni come Amnesty International.


  • Ogni giorno, molte persone lottano per migliorare il mondo in cui viviamo.
  • Anche noi possiamo contribuire, in tanti modi diversi, con differenti gradi d’impegno.
  • Partecipiamo, informiamoci, protestiamo e sosteniamo le associazioni che si impegnano in questo senso.

Facciamo in modo che inizi un anno all’insegna della solidarietà e della responsabilità sociale!


Insieme possiamo!


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Cristina Franzoni, Barbara Sambari

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Ancora 24 ore per salvare le balene!

giovedì, ottobre 28th, 2010

Sono rimaste soltanto 300 balene franche al mondo, mentre il 99% delle balenottere azzurre è già stato spazzato via. Questi magnifici giganti sono specie in pericolo, insieme a ben un terzo di tutte le forme di vita sul pianeta che sono sul punto di estinguersi.

Oltre 300.000 persone hanno firmato in soli 2 giorni! Ci rimangono solo 24 ore prima del vertice.

Il mondo naturale è in serio pericolo per colpa dell’uomo, ma ora c’è un piano per salvarlo: un accordo globale per creare, finanziare e rafforzare le aree protette, che andrebbero a occupare il 20% delle nostre terre e dei nostri oceani di qui al 2020. Come vi abbiamo già detto, proprio ora 193 governi si stanno incontrando in Giappone per rispondere a questa crisi.


Firmiamo la petizione ORA!


Facciamo sentire la nostra voce a difesa del pianeta!