Posts Tagged ‘global warming’

Tara è tornata per risolvere gli enigmi dei cambiamenti climatici

venerdì, aprile 13th, 2012

spedizione clima

Ve ne ho parlato alla sua partenza, circa 3 anni fa e, come d’incanto, Tara è già tornata.

E’ ormeggiata dal 31 marzo scorso nel porto francese di Lorient, in Bretagna, lo stesso da cui era partita, la barca a vela di trenta metri che per due anni e mezzo ha ospitato a bordo la prima fase della spedizione scientifica TARA OCEANS.

La sua missione?

Svelare la vita segreta degli oceani per capire come respira il pianeta.

Dopo aver percorso 600.000 miglia e essersi assicurati migliaia di campioni di virusbatteri e minuscoli esseri viventi uni o pluricellulari che popolano gli oceani del pianeta,
i ricercatori arruolati lavoreranno d’ora in poi sulla terraferma.

Perché cercare nel mare la soluzione agli enigmi del clima?

Perchè gli oceani sono il secondo polmone della Terra.
E’ lì che finisce metà dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera ed è lì che si produce metà dell’ossigeno che respiriamo.

I ricercatori avevano l’obiettivo di conoscere con esattezza le tantissime specie che compongono i micro organismi marini e il modo in cui questi interagiscono tra loro e con l’ambiente che le circonda.

Dalle  analisi si augurano di conoscere qualcosa di più sui fenomeni che coinvolgono l’intero pianeta e, soprattutto quelli legati ai cambiamenti climatici.

Detta in parole povere, provate a pensare quanta storia possono raccontare questi piccoli organismi che vivono nell’acqua!
Quanta vita è passata attraverso il mare che ha raccolto migliaia di informazioni su cambiamenti che ha subito negli anni il nostro ecosistema!

Sono questi minuscoli micro organismi che permettono di trasformare in ossigeno la metà dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera.

I cambiamenti climatici riguardano tutti?

Assolutamente si!
Inoltre, in questi giorni, è arrivata una notizia preoccupante che riguarda gli Inuit.
Infatti, uno studio condotto dall’Università canadese di Guelph, ci informa che il riscaldamento globale potrebbe essere la causa di un aumento delle malattie nella popolazione Inuit.



Sapete già quanto questo popolo mi sia rimasto nel cuore dopo il mio viaggio in Groenlandia.

Gli Inuit sarebbero sempre più colpiti dalle malattie causate dalla proliferazione di un particolare tipo di batteri, portata dallo scioglimento dei ghiacci a causa dell’innalzamento continuo della temperatura del globo.

I ricercatori canadesi hanno scoperto che, a seguito di repentini scioglimenti di ghiacci, si verificherebbe un aumento dei batteri, tra gli altri, del genere Escherichia Coli, che porterebbe a vere e proprie epidemie.

Questo perché i ghiacci, sciogliendosi, libererebbero nelle acque dolci, utilizzate dagli Inuit per dissetarsi e per pescare, quantità sempre maggiori di batteri.

Ho sempre parlato delle conseguenze che il global warming sta avendo sugli animali e sull’ambiente ed è molto grave quello che sta succedendo agli Inuit.
Siamo tutti collegati e legati al nostro Pianeta.

Se la Terra soffre perché non ne abbiamo rispetto, è normale che chi la abita ne subirà le conseguenze. Quello che succede alla popolazione Inuit è la punta dell’iceberg!

Possiamo ancora cambiare le cose, siamo in grado di invertire il processo di degrado che il nostro pianeta sta subendo.
Sappiamo per certo che se cambiamo tutti insieme il risultato sarà tangibile!

Basta vedere quello che siamo riusciti a fare con l’ora della Terra!

Riflettiamo e cambiamo!

 

Global warming: la Groenlandia si sta sciogliendo

venerdì, marzo 16th, 2012

Ho dedicato molti post al problema dei cambiamenti climatici e del global warming e oggi voglio portare la vostra attenzione sugli effetti che si stanno ripercuotendo sulla Groenlandia, una terra che, come vi ho già detto, ho visitato e che mi è rimasta nel cuore.

Secondo uno studio condotto presso l’Università Complutense di Madrid, i ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente del previsto e basterebbe che le temperature globali si innalzassero di 1,6 gradi per far scomparire quelli della regione polare.

Il riscaldamento climatico sta mettendo a repentaglio l’equilibrio degli ecosistemi e la nostra stessa vita sul Pianeta.
Non è più un allarme, ma è un dato di fatto!

I ricercatori non hanno nessun dubbio: se la colonnina di mercurio salirà di 1,6 gradi C la fusione dei ghiacciai diventerebbe irreversibile ed inarrestabile.

La calotta glaciale della Groenlandia è più vulnerabile di quanto si pensasse finora. Secondo i dati elaborati nel corso della ricerca, oggi, il riscaldamento globale ha portato le temperatura 0,8 gradi al di sopra dei livelli preindustriali. E se finora ad ora abbiamo creduto che il punto di non ritorno si sarebbe raggiunto con un aumento della temperatura di 3,1 gradi, oggi sappiamo che non è così e che stiamo davvero portando il pianeta ai limiti. (fonte green.me)

E davvero possiamo pensare che la questione non ci riguarda?

Già assistiamo a degli sconvolgimenti ambientali, a dei fenomeni meteorologici intensi ed improvvisi, ma non è niente rispetto a quello che aspetterà alle generazioni che verranno…

Lo scioglimento dei ghiacciai porterà ad un innalzamento del livello del mare che si ripercuoterà sulle popolazioni che abitano le coste.
pensiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti…

E’ questo il mondo che vogliamo lasciare in eredità?

Entro 500 anni chi abiterà il pianeta assisterà allo scioglimento di un quinto della Groenlandia.

Il cambiamento deve partire subito!
Il nostro contributo è un dovere!

Possiamo, come sempre fare qualcosa.

Non risolverà il problema dello scioglimento dei ghiacciai, ma sicuramente contribuirà a rafforzare la volontà di cambiare in meglio e potremo far sentire la nostra voce.


Si sta avvicinando un appuntamento importante, l’Ora della Terra,la più grande mobilitazione volontaria per la lotta al cambiamento climatico e per il futuro sostenibile

Segnatevi questa data, che non mancherò di ricordarvi:

31 marzo 2012

L’Ora della Terra darà vita a un emozionante giro del mondo a luci spente attraverso tutti i fusi orari, per coinvolgere persone, città, istituzioni e imprese nel cambiamento che potrà dare al mondo un futuro sostenibile, “ispirando” azioni concrete a tutti i livelli della società.

L’Ora della Terra, come tutte le azioni simboliche, diventa un monito al cambiamento, alla responsabilità ambientale.

Tutti insieme possiamo modificare le cose, possiamo offrire una speranza a noi stessi e a coloro che verranno.

 


 

Notizie dall’Artico: gli orsi polari chiedono aiuto!

venerdì, maggio 6th, 2011

Ho parlato spesso del pericolo del riscaldamento globale o global warming.

Esiste, non sappiamo con esattezza ancora per quanto, una specie ad alto rischio di estinzione: l’orso polare.


La sua sorprendente capacità di adattamento nel difficile ambiente artico e la dipendenza dal ghiaccio marino rendono questa specie unica. Un animale maestoso, bello, forte, icona delle regioni artiche, che sembra indistruttibile… invece l’uomo sta riuscendo, lentamente, a farlo scomparire.

A causa del riscaldamento globale, nell’Artico, il ghiaccio si è ridotto del 40% rispetto agli anni Ottanta e al polo opposto i ghiacci si assottigliano sempre di più. Queste regioni, una volta inviolate, ora diventano vulnerabili. I ghiacci si sciolgono e aprono un varco in zone prima inaccessibili: le attività dei cacciatori e gli insediamenti industriali aumentano, sottoponendo queste regioni ad un assedio senza eguali.


Il ghiaccio marino artico si sta sciogliendo a un ritmo senza precedenti. E gli orsi polari dipendono dalla banchisa per procacciarsi cibo e allevare i propri piccoli. La perdita di habitat è la più grande minaccia per gli orsi polari. Uno studio pubblicato su Nature Communication dai ricercatori dell’Università di Alberta ha annunciato il pericolo di una parziale estinzione degli orsi polari entro la metà del secolo.

Dopo la nascita, di solito i cuccioli restano al sicuro nella tana fino a quando raggiungono i 10 kg, ma la continua riduzione dei ghiacci complica la vita delle famiglie, modificando le abitudini e perfino l’aspetto fisiologico.


Con la diminuzione della banchisa gli orsi faticano a trovare cibo, perché troppo impegnati in spostamenti difficili e frequenti. Pur essendo ottimi nuotatori, ora le distanze da coprire in acqua sono stremanti.

Il Telegraph ha pubblicato la commovente vicenda delle mamme orso che portano i piccoli in groppa durante le lunghe traversate per tenerli a contatto della calda pelliccia, lontano dall’acqua gelata, evitando così sforzi che gli orsacchiotti non potrebbero sopportare.

Non riuscendo più a nutrirsi come prima, gli orsi sono costretti a usare spesso le proprie riserve naturali, motivo per cui le loro dimensioni si stanno riducendo. L’anticipato scioglimento dei ghiacci obbliga le femmine in particolare, abituate a mangiare per 4 mesi prima dell’estate durante la quale digiunano, a vagare dove il cibo scarseggia. Questo significa mettere a rischio la vita dei cuccioli, perché le orse non si alimentano a sufficienza per portare a termine la gravidanza e per allevare cuccioli sani. (fonte WWF)

Possiamo rimanere indifferenti?

Cosa possiamo fare?

Sosteniamo la campagna del WWF!