Posts Tagged ‘lav’
Agnello salvo per Pasqua
martedì, aprile 9th, 2013Nell’ultimo periodo abbiamo voluto dedicare molto spazio
alla tematica dell’agnello e al massacro che ogni anno a Pasqua si ripete.
Abbiamo voluto sensibilizzare chi ci legge,
informare e dimostrare che il cambiamento è possibile.
Lo abbiamo fatto con passione e con la convinzione di poter
veramente fare qualcosa.
Speriamo di essere riusciti.
Ci rimettiamo alla vostra opinione e vi invitiamo
ed inviare i vostri commenti.
E, se l’unione fa la forza,
nel periodo pasquale la voce di coloro che hanno gridato NO
insieme a noi si è sentita parecchio.
Un grande coro solidale, forte e deciso.
Molte le manifestazioni in giro per l’Italia,
molti i manifesti attaccati per le città.
Ne hanno parlato tutti i media e perfino il Papa!
Il video di Animal Equality che abbiamo pubblicato la scorsa settimana
ha ricevuto sul web più di 45.000 visualizzazioni
attirando l’attenzione di tutti…
anche quella di you tube che, sostengono gli animalisti,
ha deciso di censurarlo giudicandolo ‘inappropriato’
e rendendolo visibile solo a persone con più di 18 anni.
Una decisione che Animal Equality
ritiene ingiusta poiché limita fortemente la possibilità
di esporre la realtà attraverso le immagini che ha raccolto.
Bilancio: cosa è successo a Pasqua?
Lo sappiamo proprio dagli allevatori di pecore e capre:
nel periodo di Pasqua 2013, i consumi di carne d’agnello sono calati del 40%
e sebbene le aziende motivino questo principalmente con la crisi economica,
è evidente che nell’opinione pubblica si è aperto il dibattito sulla sofferenza degli animali considerati cibo.
Agnelli e capretti in primo luogo ma anche tutti gli altri come vitelli, maiali ecc…
Questa è la dimostrazione che siamo riusciti nel nostro intento!
Abbiamo iniziato a modificare le abitudini
dei consumatori e a smascherare le tradizioni.
Cambiare si può e noi stiamo prendedo la giusta direzione!
Qui trovate tante ricette interessanti, semplici e buonissime
nel rispetto degli animali, della vostra salute e dell’ambiente
![]() |
Enrico Buselli, Simone Salvini
100 Piatti Unici Vegetariani – Libro Le migliori ricette dei più noti chef vegetariani e vegani d’Italia |
Botti di Capodanno e i nostri amici a 4 zampe
venerdì, dicembre 28th, 2012Si avvicina il periodo dell’anno durante il quale si ripresenta
ogni anno lo stesso problema: i botti di Capodanno.
Ne abbiamo già parlato, ma è importante ricordare
come risparmiare sofferenza ai nostri amici a 4 zampe
in una delle notti più traumatiche per gli animali.
Ilaria Innocenti, responsabile Lav per il settore cani e gatti spiega che
«I forti rumori sono fonte di pericolo per gli animali poiché li gettano nel terrore,
inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri».
Inoltre i petardi inesplosi o le luci possono attrarre la curiosità dei randagi che avvicinandosi potrebbero ferirsi!
Anche per i selvatici il benvenuto al nuovo anno non è migliore:
gli spari improvvisi causano negli uccelli in riposo sui posatoi notturni istintive reazioni di fuga che unite alla mancanza di visibilità diventano mortali.
Cosa possiamo fare?
1) Non mostrarsi troppo protettivi verso gli animali e non guardarli negli occhi quando scoppiano i petardi, si aumenterebbe la loro paura;
2) Tenerli in appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra, con un rifugio magari sotto al letto;
3) Minimizzare l’impatto dei botti accendendo radio o tv;
4) Non lasciarli soli in giardino o in balcone, potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto. Togliere dagli esterni gabbie di uccelli, roditori e altri animali;
5) Non tenere i cani legati a catena, potrebbero strozzarsi;
6) Passeggiare col cane saldamente al guinzaglio. Nei casi più gravi, chiedere al veterinario se tranquillizzarli con un blando sedativo, rimedi omeopatici o di erboristeria;
7) Assicurarsi per tempo che gli animali siano identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta;
8. Se l’animale scompare, cercarlo subito in zona. Potrebbe essersi nascosto poco distante da casa.
9) Contattare il canile comunale di zona e le associazioni animaliste di zona per comunicare la scomparsa, e presentare denuncia di smarrimento a Vigili o Carabinieri;
10) Preparare una locandina con foto e telefoni, affiggerla intorno casa e diffonderla via Internet a siti ed e-mail animaliste.
E se il cane o il gatto rimane a casa da solo?
Lascia le luci accese, le porte aperte, almeno due stanze a disposizione. Il suo giaciglio deve essere ben raggiungibile.
Non lasciare oggetti che lo possano ferire, inibendo i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci
Mettiamo a disposizione i suoi giochi e qualcosa da rosicchiare, lascia la ciotola dell’acqua (anche se, quando un cane è spaventato, non mangia e non beve)
a mezzanotte fai squillare il telefono, potrebbe distrarlo ed eventualmente calmarlo udendo un suono conosciuto e rassicurante.
Un po’ di consigli che spero potranno essere utili
per iniziare un anno nuovo insieme,
in serenità, in armonia e con rispetto per gli animali.
Buon 2013 a tutti voi!
C’era una volta un animale da salvare
venerdì, aprile 6th, 2012Sono sempre pronta a sostenere cause a favore degli animali.
Ho parlato dell’orrore di Green Hill, delle specie in pericolo di estinzione, del problema degli animali in relazione ai cambiamenti climatici…
Firmo petizioni on line e sostengo le associazioni impegnate come il WWF o la LAV.
Rimango sempre stupita da quello che l’uomo è in grado di fare: la violenza gratuita, l’indifferenza, la stupidità;
per questo credo fermamente che il blog che ogni settimana aggiorno possa essere una finestra dalla quale affacciarsi per vedere la realtà dei fatti, ma anche per sentire di poter fare qualcosa per migliorare il nostro mondo.
Credo che per rendere l’essere umano migliore sia fondamentale abituarlo a riflettere e a stimolare la propria capacità di indignarsi.
Solo così troveremo la motivazione per agire!
E… a proposito di agire…
Per fortuna, qualche volta, posso parlare di storie gratificanti che danno speranza…
Oggi vi voglio raccontare una storia stupenda, un’avventura che sembrava nascesse sotto i peggiori auspici e che invece si è trasformata in un lieto fine con i fiocchi!
Vi ricordate di Vita? Ve ne avevo parlato un po’ di tempo fa. Vi rinfresco la memoria.

Agosto 2011: Vita era stata gettata vicino ad un cassonetto, ad Ali Terme in provincia di Messina, come non si dovrebbe fare nemmeno con i rifiuti.
Chi l’aveva abbandonata pensava forse fosse morta… poco importa.
Quello che importa è che Vita fosse viva e lottava con tutte le sue forze per non lasciarsi andare perchè, seppur ridotta a pelle ed ossa e aggredita dalle mosche, aveva voglia di vivere.
Settembre 2011: dopo chissà quanti sguardi indifferenti o addirittura schifati, passa in quella strada la Presidente della LIDA, Simona Ruberto, che interviene caricando Vita in macchina per portarla dal veterinario.
Vita reagisce bene alle cure, ma ha bisogno di aiuto. È a questo punto che moltissimi di noi, a conoscenza di questa storia, intervengono per contribuire alle spese mediche. Dopo molti trattamenti, attenzione ed affetto dei volontari, Vita si riprende ed è pronta ad avere un nuovo inizio con una famiglia che le voglia bene e la tratti con affetto e rispetto.
I cani, a differenza degli esseri umani, vivono nel presente e sono sempre pronti a ricominciare.
Ed ecco il lieto fine che tutti noi, che abbiamo seguito la sua storia, le avevamo augurato con tutto il cuore.
Marzo 2012: grazie agli attivisti della LAV, Vita è stata fatta arrivare a Verona dove ha trovato finalmente una famiglia che la ama e la rispetta.
Vita ora si chiama Grace ed è felice.
Sarete d’accordo con me se vi dico che queste sono le storie che amo raccontare, con protagonisti animali con una forza eccezionale e uomini, in questo caso donne, che non mollano e danno un senso alla solidarietà.
La Lida offre ogni giorno l’impegno dei suoi volontari per salvare animali che hanno una vita simile a quella di Grace.
Sosteniamola!
Cosmetici non testati: possiamo scegliere!
venerdì, aprile 1st, 2011
Varie volte ho voluto divulgare cause che ben si adattano alle tematiche del blog Pachamama: rispetto per l’ambiente in cui viviamo e per gli animali che ne fanno parte.
In questo post vorrei dare spazio e risalto alla campagna della LAV (Lega Anti Vivisezione) sui cosmetici testati sugli animali, per lo più cavie o conigli.
Sfigurati dai rossetti, intossicati dai profumi e bruciati da creme e saponi. Solo in Europa, muoiono così ogni anno migliaia di animali per l’obbligo di testare i nuovi ingredienti sugli animali.
La maggioranza dei consumatori è contraria ai test sugli animali per i cosmetici, eppure si continuano a produrre e commercializzare prodotti i cui ingredienti sono sperimentati su animali.
Grazie a una campagna internazionale la LAV ha ottenuto una Direttiva europea che vietava la vendita di cosmetici sperimentati su animali a partire dal 1998. Il divieto è stato posticipato varie volte.
Nel 2004 è entrato in vigore il bando ai test su animali per i prodotti cosmetici finiti (Direttiva 2003/15/CE). Il 2013 è l’anno decisivo che dovrà mettere fine anche all’importazione dei prodotti e al commercio dei singoli ingredienti testati su animali.
Ma questa scadenza è a rischio: potrebbe slittare di altri 10 anni. Così la produzione di cosmetici comporterà ancora la sofferenza e la morte di migliaia di animali.
I cosmetici non sono tutti uguali: quelli non testati su animali offrono garanzie di eticità, perché sono ottenuti senza sacrificare animali, e di sicurezza per i consumatori.
Scopri alcuni cosmetici non testati su animali, ecologici e bio.
E’ possibile riconoscerli perché sulla confezione compare la dicitura “ Stop ai test su animali. Controllato da Icea per LAV”: questo è l’unico disciplinare internazionale a garantire che le aziende aderenti non conducono, commissionano o prendono parte ad alcun test su animali né ora, né in futuro; né acquistano materie prime, formulazioni o prodotti introdotti sul mercato dopo l’adesione allo Standard.
Oltre a questa scritta, i prodotti cosmetici non testati su animali possono riportare anche il logo europeo che raffigura il coniglio, simbolo dello Standard internazionale.
Sappiamo decifrare le etichette dei prodotti?
Possiamo imparare a farlo per andare nella giusta direzione.Abbiamo una scelta! Facciamo quella giusta!
Alcuni esempi di cosmetici che rispettano i diritti degli animali














