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Ammassalik il lato nascosto della Groenlandia
sabato, giugno 9th, 2012
Martedì 5 giugno l’associazione di cooperazione internazionale ItaliAmmassalik (www.italiammassalik.it) ha presentato a Lerici (SP) nella splendida cornice del Golfo dei Poeti, baia tanto celebrata da Petrarca, Shelley, Byron, Montale, la mostra fotografica
Ammassalik
il lato nascosto della Groenlandia
L’incontro è stato organizzato dall’associazione culturale Arthena
Massimo Maggiari, direttore del Dipartimento di Italianistica presso il College of Charleston nella Carolina del Sud, poeta e scrittore, viaggiatore con la passione dell’artico, ha introdotto la serata leggendo alcuni canti Inuit di Ammassalik , che ha accompagnato magistralmente con il suono emotivamente coinvolgente del tamburo groenlandese.
Ottorino Tosti, mio caro a mico nonchè ideatore e coordinatore dell’associazione Italiammassalik, speleologo genovese che la passione per le grotte nei ghiacci ha portato nel 2008 ad incontrare per la prima volta questa piccola popolazione artica, di cui non si è più dimenticato e che torna a visitare ogni anno, è poi entrato nel vivo della serata raccontando la storia, il presente e le prospettive future di Ammassalik, originario insediamento inuit della costa orientale groenlandese: dove in 6 piccoli villaggi sparsi in mezzo ai ghiacci del Circolo Polare, isolati dal resto del mondo, vivono 3000 inuit ancora legati al territorio e alle tradizioni.
Nella sala della conferenza è stata esposta la rassegna fotografica itinerante già presentata a Genova, Torino e Courmayeur, che ha validamente contribuito ad introdurre il visitatore nel mondo di Ammassalik.
Cos’è il progetto ItaliAmmassalik?
Progetto per la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale tradizionale degli Inuit dei villaggi del distretto di Angmagssalik – Groenlandia orientale,
la realizzazione di interventi di immagine e comunicazione, di conoscenza del territorio, di promozione per lo sviluppo del turismo, finalizzati a garantire alla popolazione locale il diritto di progredire nel mondo moderno con fiducia e autostima, rinsaldando i legami con la propria terra, le proprie tradizioni, i propri usi e i propri costumi.
Una mostra per conoscere gli Inuit
venerdì, dicembre 16th, 2011Spesso sul mio blog avete letto articoli sui miei viaggi in Groenlandia e nei pressi del circolo polare artico. Mi sono appassionata ai luoghi, ai paesaggi, ai popoli che li abitano e agli animali che sopravvivono in quelle zone così inospitali.
Come spesso ho fatto presente, il l’Artico è anche una delle zone del Pianeta che risente maggiormente degli effetti del global worming; in occasione dell’Anno Polare Internazionale ho realizzato a Piacenza un progetto (Piacenza difende i Poli) per sensibilizzare la popolazione su queste tematiche organizzando concerti, conferenze e mostre.
Per questo motivo sono felice di diffondere l’iniziativa di un caro amico, dr. Ottorino Tosti, speleologo, coordinatore del progetto “ItaliAmmassalik”, che ha organizzato dal 24 dicembre al 30 aprile presso il Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur la mostra info-fotografica
“Ammassalik – il lato nascosto della Groenlandia”
Un’occasione per scoprire come vivono e quali sono le prospettive per le comunità Inuit che abitano questi luoghi da secoli.
Dal comunicato stampa:
La Groenlandia, terra di ghiaccio al di la dell’orizzonte, arriva a Courmayeur per svelare i suoi segreti con la mostra info-fotografica “Ammassalik – Il lato nascosto della Groenlandia. Un viaggio tra i silenzi, i sorrisi, le solitudini della Groenlandia orientale”, voluta dalla Societˆ delle Guide di Courmayeur. Una finestra sulla regione artica che in questi anni sta vivendo un periodo di forte crisi, si aprirˆ il 24 dicembre al Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur. Attraverso il racconto dei suoi abitanti, uomini del ghiaccio, si scopriranno territori sconosciuti, tradizioni e usanze di comunità solide e antiche, addentrandosi in un mondo lontano dall’Occidente solo sulla carta.
«L’ambiente severo dell’alta montagna e le distese glaciali Artiche accomunano la Groenlandia a Courmayeur». A spiegarlo è Ottorino Tosti, speleologo, coordinatore del progetto “ItaliAmmassalik” e curatore della mostra, che in Courmayeur ha visto il posto ideale per portare alla luce tutte le sfaccettature di quel mondo nascosto. Genovese d’origine, ma Inuit d’adozione, spiega: «La mostra sarà organizzata tramite tre diverse tipologie di pannelli che cercheranno di immergere il visitatore nel mondo Inuit». Ai pannelli informativi si aggiungono circa 25 fotografie, tutte scattate nei numerosi viaggi alla scoperta dei villaggi di Ammassalik e della loro cultura, e 5 pannelli con citazioni degli abitanti del luogo, che raccontano in prima persona la loro vita nella comunità. Queste ultime sono state raccolte da Robert Peroni, esploratore, da 31 anni ormai trapiantato nella comunità di Ammassalik, dove ha creato il progetto sociale ‘The Red House’ con l’obiettivo di aiutare i giovani Inuit a crearsi un futuro anche nella loro terra d’origine.
Una collaborazione eccezionale tra il Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur e il progetto “ItaliAmmassalik”, che durerˆ dalla Vigilia di Natale, giorno dell’inaugurazione, fino al 30 aprile 2012. La mostra si svilupperˆ al secondo piano del Museo Alpino Duca degli Abruzzi, ospitato all’interno della Casa della Guide Alpine. Nel cuore di Courmayeur, il museo マ un vero e proprio tempio della montagna, che ripercorre al suo interno anche la storia della gloriosa Societˆ delle guide alpine di Courmayeur, la piン antica d’Italia e la seconda al mondo.
Durante la stagione sono giˆ in programma altre manifestazioni satellite per conoscere meglio il mondo inesplorato degli Inuit, a cominciare dalla presentazione pubblica della mostra e del lavoro del progetto “ItaliAmmassalik”, in programma il 28 dicembre alle ore 18 al Jardin de l’Ange, nel cuore di Courmayeur.
Conoscere i popoli dell’Artico è un’occasione importante per entrare in contatto con un mondo lontano da noi, capirne le tradizioni e le problematiche e sostenere chi ha bisogno di far sentire la propria voce.







