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La salute me la mangio!

venerdì, maggio 4th, 2012

cibo che fa bene

Ecco, come promesso, il proseguo del reportage dalla conferenza  Sappiamo ciò che mangiamo? organizzata all’interno dell’Omeofest a Piacenza.

A condurci all’interno di questo interessante viaggio sull’alimentazione è la mia giovane amica Federica Dalla Costa che si è offerta di condividere con tutti i lettori del blog le preziose indicazioni e gli spunti di riflessione che ha riportato dall’intervento del Prof. Pino Africano sul tema.


Aprite le Orecchiette

Aprite le Orecchiette

“Non dico di prendervi una Laurea ma almeno la Licenza Alimentare”

Voto medio su 1 recensioni: Buono

 

Federica è una studentessa di 20 anni che vive a Vicenza. Sta compiendo un bellissimo percorso di sviluppo personale e viene spesso a trovarmi. Le segnalo così eventi a cui è interessante prender parte per allargare la nostra conoscenza del mondo che ci circonda, scoprire importanti progetti di solidarietà e attivarsi in battaglie in cui vale la pena impegnarsi. Tra questi, alcune settimane fa ha partecipato all’Omeofest di Piacenza.

Dopo il suo primo articolo sulla conferenza che ho pubblicato venerdì scorso, di seguito trovate il secondo che mette sotto la lente d’ingrandimento molti cibi che compaiono sulla nostra tavola, oltre a darci diverse indicazioni su alimenti e ricette che fanno bene alla nostra salute.

natura fiume passeggiata

La nostra Reporter, Federica, mentre passeggia lungo il fiume Nure


 


Sulla nostra tavola sono presenti quotidianamente alcuni cibi e condimenti che usiamo senza mai pensare che possano essere rischiosi. Ignoriamo molte informazioni perché siamo abituati a fare così! L’aspetto che salta all’occhio durante la conferenza è che non dobbiamo mai dare nulla per scontato!

Mangereste qualcosa di avariato o ammuffito?

NO! Allora perché non informarsi e soprattutto LEGGERE LE ETICHETTE?

La seconda parte della conferenza ha avuto infatti ad oggetto un’approfondimento sui cibi che noi consumiamo quotidianamente e di cui ignoriamo praticamente tutto.

Olio extravergine di oliva:

olio extravergine d'oliva

La data di scadenza dell’olio d’oliva parte da quando è stato imbottigliato. Il problema è: Quand’è che è stato prodotto  quest’olio? Potrebbe avere anche sei anni, nessuno lo sa. Per questo il prof. Africano si sta muovendo per far fare una legge che obblighi a mettere la data di produzione  negli oli extravergine di oliva.

 

Olio di semi

olio di semi esano

Gli oli di semi si estraggono dai semi vegetali mediante l’uso di solventi. Il solvente più adoperato è l’esano.

E’ un componente simile alla benzina. A temperatura e pressione normale  si presenta come un liquido incolore dall’odore di benzina, di cui è un costituente importante. È un composto molto infiammabile, irritante, nocivo, pericoloso per l’ambiente e tossico per il sistema riproduttivo.

Dopo l’estrazione con esano, si ottengono due frazioni: una miscela di olio e esano, e un residuo solido, detto farina di estrazione, usata per preparare mangimi.
Dalla miscela olio-esano si recupera per distillazione l’esano, che viene utilizzato per successive estrazioni, e si ha come residuo l’olio di semi grezzo.

Una parte dell’esano rimane nel nostro olio di semi e quindi ce lo mangiamo!

Successivamente quest’olio viene deacidificato, deodorato, decolorato fino a formare un liquido insapore e inodore, che viene venduto come olio di semi più leggero che si dice non faccia ingrassare.

E la spremitura a freddo per l’olio di semi è una garanzia di qualità?

Si perché spremendo a freddo si evita l’utilizzo dell’esano e i semi, non essendo sottoposti a procedimenti di raffinazione mantengono tutte le proprietà organolettiche.

La spremitura a freddo di semi è molto costosa e quindi poco utilizzata.

Ma fate attenzione!!!

Non basta leggere l’etichetta frontale. Una nota catena di supermercati vende un olio di semi che in etichetta riporta la dicitura “spremuto a freddo”, ma guardando dietro la bottiglia leggerete “sottoposto a lavaggi di vapore”, il che vuol dire a 240°! Vi sembra una spremitura a freddo?

Quanti altri cibi non conosciamo davvero?

Qualche esempio:

Biscotti per bambini

Normalmente, questi vengono considerati da tutti come i migliori biscotti che esistano, proprio perché sono fatti apposta per i bambini. Eppure, se leggete il retro, troverete scritto che sono fatti con l’olio vegetale, che è un derivato dell’olio di semi. E abbiamo visto prima come viene estratto l’olio di semi.

-la maionese (tubo da 100 gr) contiene l’80% di esano, ossia 18 gocce di benzina.

-una famosa crema di nocciola: 2,5 gocce di benzina;

-1 kg di biscotti (che contengono olio vegetale): 4 gocce di benzina.

Carne

I medici che fanno parte del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro consigliano a tutti di seguire una dieta vegetariana.
Siccome non tutti sono disposti a non mangiare carne, il prof. Africano suggerisce perlomeno di informarsi sulla carne che compriamo e mangiamo.

Amanda Castello ne ha già parlato su questo blog:


Latte

un solo bicchiere di latte (animale s’intende) al giorno, fa aumentare l’HGF1, che è un fattore tumorale.

 

Continuando a parlare di cibo, c’è anche qualche notizia positiva???

frutta fresca cibo buono

- Vi ricordate quello che vi ho detto in merito al menù servito negli ospedali?

Il prof. Albano, nell’ospedale e nel reparto dov’è primario, a Taranto, ha fatto un’importante cambiamento.

Pretende che siano serviti ai pazienti cibi giusti, sani ed equilibrati, quindi non la solita pastina in brodo. Tutti i giorni, inoltre, ad un determinato orario si svolgono corsi di sana alimentazione tenuti o dalle dietiste del reparto.

L’obbiettivo è quello di creare un ospedale non soltanto come centro di cura, ma anche di cultura.

- dopo tante cose che possono danneggiare la nostra salute, è importante anche citarne altre che invece possono farci un gran bene! Nel suo libro, il Pino Africano parla di molti cibi semplici che aiutano in modo straordinario la nostra salute. Durante la conferenza ha citato una ricetta interessante per tutti. Si tratta della Crema Budwig. La trovate spiegata passo a passo qui.

Come avrete capito, ci sono tante cose da scoprire sul cibo che mangiamo e diversi falsi miti da sfatare. E’ importante quindi diffondere la corretta informazione.  Ad ognuno poi la scelta di farne l’uso che meglio crede.

Prima di lasciarci, due piccole curiosità:

Sapete che la cipolla cruda aiuta a mantenere equilibrati i valori del sangue?
E la patata cruda aiuta a risolvere i problemi di gastrite e di colite.

Per approfondire quanto vi ho riportato dalla conferenza e scoprire altre importanti  informazioni vi consiglio di:

-           leggere il libro del Prof. Africano “Aprite le orecchiette”. Una raccolte di pillole brevi ma “folgoranti” ed ironiche su quanto dovremmo sapere sull’alimentazione e sul cibo che mangiamo. La prefazione del volume è redatta dal Prof. Franco Berrino, Direttore dell’Unità di Epidemiologia all’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano. Un libro la cui lettura è adatta anche a chi non ha tempo:  per ogni “pillola” è riportato il tempo stimato per la lettura! Alcune richiedono meno di un minuto :)

Aprite le Orecchiette
“Non dico di prendervi una Laurea ma almeno la Licenza Alimentare”

Buono

 

-          guardare i video dell’Associazione del prof. Africano “La Salute MeLa Mangio”.


Federica Dalla Costa

 

Omeopatia e cibo: sappiamo ciò che mangiamo?

domenica, aprile 29th, 2012

 

Con piacere ospito sul blog Pachamama Federica, una giovane amica di 20 anni di Vicenza, che ha preso parte ad un’interessante conferenza nel quadro di Omeofest .

Si è offerta, conoscendo l’attenzione che ho per il nostro Pianeta e sapendo bene la stretta relazione che intercorre tra la nostra saluta e quella della terra che ci ospita, di farci da inviata e pubblicare in due appuntamenti un reportage che vi farà drizzare le antenne!

Il tema: Sappiamo ciò che mangiamo?

Conosciamo davvero il cibo che acquistiamo?
Da dove viene?
Ci fa bene?

“A dare una risposta a questa serie di domande ci ha pensato il professore e scrittore Pino Africano.

Il prof. Africano è presidente e fondatore dell’associazione  “La salute me la mangio”,
che ha come scopo quello di promuovere ricerche per un’alimentazione più sana ed equilibrata.

Il prof. Africano è membro e collabora attivamente con il  Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso un’opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori.

Vi hanno contribuito oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa cinquanta centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.

 


Aprite le Orecchiette
“Non dico di prendervi una Laurea ma almeno la Licenza Alimentare”

Voto medio su 1 recensioni: Buono

Il professore comincia la sua conferenza con il dire che ognuno di noi ha dei pregiudizi e non è facile raggiungere un accordo ed avere un’opinione comune sull’alimentazione!
Africano sostiene che nell’alimentazione tutti dicono il contrario di tutto. Troveremo sempre libri di studiosi che affermano che un cibo fa bene e deve essere mangiato e altri libri che diranno che quello stesso cibo fa male.

Come possiamo orientarci?

Il prof. Africano ci racconta una ricerca interessante:
Africano inizia a parlare dei LEGUMI, con i quali hanno effettuato una ricerca su 500 000 pazienti in tutto il mondo per 8 mesi. Dopo questi 8 mesi hanno notato che i legumi, fatti mangiare 3 volte al giorno, una o due volte a settimana portano a:

-          Una perdita di peso;

-          Risolvono i problemi di stitichezza;

-          Mantengono giusti valori come la glicemia e il colesterolo;

 


E gli ospedali?

Gli ospedali sono i luoghi dove i regimi alimentari sono peggio regolati! E dovrebbero essere luoghi di cura! Pensiamo, ad esempio, uno dei cibi più indigeribili che puntualmente viene servito in ospedale: la pastina in brodo.
Il prof. Africano sostiene che è giustissimo mangiare carboidrati, ma che bisognerebbe masticarli il più possibile. La pastina in brodo è piccola e praticamente impossibile da masticare! Come si può digerire al meglio qualcosa di non masticato? La prima digestione inizia con la masticazione!

E lo zucchero?

È uno invece dei più potenti infiammatori che alimentano le cellule tumorali.
Sia quello normale che quello integrale. Al posto dello zucchero, per dolcificare i cibi, sarebbe corretto mettere del miele o del malto, suggerisce il professore.

La prossima settimana continueremo con le parole di Federica che ci racconterà nello specifico di alcuni cibi che abbiamo sempre sulla nostra tavola.

Siete curiosi?

Un’anticipazione:

MELA:

- Mangiata a morsi fa diminuire il colesterolo di 5mg;

- grattugiata il colesterolo scende di 32 mg;

-frullata il colesterolo scende di 45mg.

 

 

 

A venerdì prossimo!