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Cambiamenti climatici: ecosistemi a rischio

venerdì, dicembre 23rd, 2011

ecosistema a rischio

Zambia - Foto di Amanda Castello

Metà degli ecosistemi terrestri sono minacciati dai cambiamenti climatici.

Secondo uno studio del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e pubblicato nei giorni scorsi dalla rivista Climatic Change, entro il 2050, oltre il 40% delle aree naturali della terra cambieranno faccia, a seguito di importanti modificazioni nel clima: ad esempio, le aree boschive diventeranno tundre o praterie e le praterie diventeranno zone desertiche.

L’attuale riscaldamento climatico nella regione artica è così intenso che per renderlo immediatamente evidente è stato aggiunto alle mappe di anomalia termica un nuovo colore, il rosa scuro

 

Ancora uno studio allarmante che dovrebbe farci capire quanto la situazione del nostro Pianeta sia seria. Molto spesso ho parlato di specie in via d’estinzione e di pericolo per la fauna e la flora ma, se questo studio avesse ragione al 100%, interi ecosistemi scomparirebbero ed avrebbero conseguenze disastrose.

Cos’è un ecosistema?

Un ecosistema è una porzione di biosfera delimitata naturalmente, cioè l’insieme di organismi animali e vegetali che interagiscono tra loro e con l’ambiente che li circonda. (fonte wikipedia)

Amazzonia - Foto di Amanda Castello

Gli ecosistemi pur essendo autosufficienti (producono l’energia necessaria al loro equilibrio grazie a “cicli naturali”), non possono esser considerati e studiati come sistemi chiusi ma vanno considerati come “sistemi comunicanti” che entrano in contatto anche per alla presenza dell’uomo.

Secondo le previsioni dei ricercatori, i più colpiti da questo cambiamento saranno gli ecosistemi dell’emisfero nord della terra, meno coinvolti, ma comunque a rischio quelli dell’emisfero sud. Lo studio ha preso in considerazione le specie di piante che meglio si adattano ai cambiamenti, utilizzando dei modelli aggiornati riguardo al futuro prossimo del clima. Il risultato è che tutti gli ecosistemi vedranno cambiare almeno il 30% delle piante di cui sono composti, mentre per alcuni di essi la trasformazione radicale sarà inevitabile.

Il Natale si avvicina e se siamo ancora dubbiosi sul regalo da fare ad una persona cara o a noi stessi possiamo scegliere di sostenere il Pianeta.


Greenpeace lancia la campagna Il futuro è nelle tue mani.
Possiamo sceglier di sostenere l’attività di un’associazione che da anni si impegna per difendere il Pianeta e coloro che lo abitano.

Auguriamo Buon Natale anche al nostro Pianeta!

Auguri a tutti!

Cancun: partito il nuovo vertice sui cambiamenti climatici

mercoledì, dicembre 1st, 2010

A quasi un anno dal vertice di Copenhagen, si è aperta a Cancun la sedicesima Conferenza delle Parti dell’Onu sul cambiamento climatico.
Cambia lo scenario ma le preoccupazioni sono le stesse.

L’ultimo report dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) parla di un nuovo record battuto nella concentrazione di gas climalteranti in atmosfera, causa principale dell’aumento delle temperature medie del nostro pianeta che dal 1900 ad oggi sono aumentate di 0,76°C, con conseguenze poco prevedibili su un sistema complesso come quello atmosferico.

I primi sintomi della febbre del pianeta cominciano ad apparire anche a vista d’occhio, come l’aumento nell’intensità dei fenomeni atmosferici (piogge torrenziali, alluvioni) o lo scioglimento dei ghiacci artici.

Bisogna fare un passo avanti, per costruire un nuovo accordo vincolante per combattere il riscaldamento globale.

Al centro della discussione saranno soprattutto le risorse da investire per l’adattamento ad un clima instabile, che i Paesi industrializzati (sul tavolo degli imputati come inquinatori storici) dovrebbero mettere a disposizione dei Paesi vulnerabili.

Sono più che convinta che le organizzazioni non governative, come Greenpeace, con la loro presenza possano influenzare e sensibilizzare l’opinione pubblica e dare voce a chi non ne ha: il nostro Pianeta, che deve essere salvato dall’azione degenerativa ed irresponsabile dell’uomo.

Greenpeace, che da anni sostengo, avanza le proprie richieste a Cancun:

1. Taglio delle emissioni: i Paesi industrializzati devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni tra il 25 e il 40 per cento entro il 2020 rispetto al 1990, a prescindere dalle future politiche dei Paesi emergenti.

2. Maggiori investimenti: venga istituito un Fondo per il Clima gestito dall’Onu da alimentare, per esempio, con una tassa sulle emissioni aree e navali. È necessario un livello di investimenti globale pari a cento miliardi di dollari, per consentire a tutti i Paesi emergenti di raggiungere l’obiettivo comune di riduzione delle emissioni.

3. Un accordo quadro per le foreste e chi le abita: a Cancun dovrebbe essere approvato in via definitiva il sistema REDD (Riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degradazione) per contabilizzare e premiare la mancata deforestazione degli ultimi polmoni verdi del Pianeta. Greenpeace non è contraria al sistema REDD, ma chiede trasparenza e rispetto per le popolazioni indigene.

4. Accordi vincolanti post Kyoto: il Protocollo di Kyoto scadrà nel 2012. Ancora oggi rappresenta l’unico esempio di Accordo vincolante per gran parte delle nazioni del nostro Pianeta. Greenpeace chiede di superare i veti e le ostilità reciproche e di creare le basi affinché, entro il prossimo vertice di Durban nel 2011, si giunga all’approvazione di un nuovo Accordo vincolante.

Non smettiamo di informarci!
Sapere per poi agire sono gli strumenti che ognuno di noi
può usare per difendere il nostro Pianeta!